Ecco la mappa dei cantieri degli imputati nell’inchiesta
Il Movimento 5 stelle ha messo online la cartina con i lavori di Gualtieri e Macrì Fari puntati anche sulle cooperative. Il comune: «Interventi precedenti a Aemilia»
REGGIO EMILIA. Dodici cantieri ciascuno, con opere realizzate pubbliche e realizzazioni private per importi di un certo rilievo, come i lavori di riorganizzazione del centro abitato di Fogliano (163mila euro) andati alla F.lli Macrì. È il sale della mappa interattiva con tutti i cantieri edili realizzati in passato nel comune di Reggio Emilia dalle ditte di Antonio Gualtieri e Francesco Marcrì, imprenditori poi coinvolti nell’inchiesta Aemilia. E' la nuova azione del Movimento 5 stelle reggiano sul tema delle infiltrazioni di ’ndrangheta che segue la «notte della trasparenza» sugli appalti, le richieste di convocare la commissione legalità del comune, che a detta dei grillini avrebbe dovuto vigilare sugli appalti stessi e le polemiche sulla casa del sindaco Luca Vecchi, comprata dallo stesso Macrì.
La mappa - disponibile anche sul sito della Gazzetta - «verrà aggiornata giorno dopo giorno», promette il capogruppo del Movimento 5 stelle in Sala del Tricolore Norberto Vaccari, secondo cui bisogna «fare luce sulla "terra di mezzo" che ha portato il mondo cooperativo a cedere terreni e subappalti a imprese poi risultate colluse». Per la F.lli Macrì si tratta di interventi come la sistemazione stradale della provinciale 467 a Fogliano (13.728 euro), i lavori di realizzazione parcheggio in Via Miselli (45.920 euro), alcuni lavori alla scuola di Rivalta (10mila euro circa), la sistemazione della pavimentazione dell’impianto sportivo di via Luthuli. Per la Edil Tetti e la JiMa Holding di Gualtieri (quest’ultima in società con il cutrese-brescellese Alfonso Diletto, altro imputato di spicco di Aemilia), si tratta invece di case di pregio costruite in vari punti della città, da via Pascal a via Mercatini, oltre ad interventi di ristrutturazione firmati spesso da studi di primo piano in città. L'iniziativa dei pentastellati raccoglie inoltre l'appello lanciato dal sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, che in tema di infiltrazioni ha invitato a fare verifiche anche sul catasto. Pertanto, prosegue Vaccari, «in attesa che la commissione legalità del comune svolga il compito assegnatole con tanto di votazione del 16 febbraio 2015, il Movimento 5 stelle ha iniziato a svolgere e catalogare gli accessi agli atti anche sulle delocalizzazioni e inizierà ad esplorare i passaggi di proprietà di terreni dalle cooperative a ditte private locali e non». Inoltre, conclude il capogruppo, il M5s «chiede di far luce sul sistema di subappalti dalle coop ad altre ditte non locali, molte volte nate con il solo scopo di realizzare l'opera magari con un prestanome».
A stretto giro l'amministrazione di Reggio ha stroncato la mappa precisando infatti che «gli interventi edilizi da lui citati risalgono ad un arco temporale di molto antecedente l'inchiesta Aemilia, precisamente dal 1997 al 2012. Non era dunque nelle facoltà dell'amministrazione comunale la possibilità di conoscere e quindi anticipare un'indagine, i cui esisti sono stati resi noti dall'autorità competente nel 2015». La nota senza firma ribadisce che «l’amministrazione comunale nell'iter autorizzativo ha agito in conformità alle normative vigenti».
Pochi minuti dopo è arrivata la contro replica dei 5 stelle. «In Comune si sono o ci fanno?» scrivono in una nota piccata. «Restiamo allibiti. La nostra mappa online (nata dalle risultanze dei primi accessi agli atti presso il Comune) ed in continuo aggiornamento, raccoglie i dati dei lavori svolti nel Comune di Reggio Emilia da ditte poi coinvolte in Aemilia (come era ben spiegato aggiungendo che a questi dati andranno poi aggiunti i controlli sui dati incrociati con il Catasto sulle compravendite terreni e subappalti). Una “operazione memoria” per fare chiarezza e per far capire il grado di penetrazione delle mafie sul territorio comunale in questi anni». (e.l.t.)
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