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Fiere, l’aula bunker a un passo dal trasloco

Fiere, l’aula bunker a un passo dal trasloco

In scadenza l’affitto per il padiglione 19. Intanto a Reggio è corsa contro il tempo per l’allestimento

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REGGIO EMILIA. Mentre a Reggio è corsa contro il tempo per allestire l’aula speciale nel cortile del palazzo di giustizia, a Bologna il processo Aemilia è a un passo dal trasloco dalla fiera, dove da mesi è in corso l’udienza preliminare. A fine febbraio scadrà il contratto di locazione per il padiglione 19, dove è stata allestita l’aula bunker. Una scadenza senza possibilità di prolungamento. Circostanza che costringerà lo svolgimento dell’eventuale replica della Dda e della lettura delle sentenze dell’abbreviato in una nuova sede, tutta da definire. In fiera si svolgeranno solo gli ultimi interventi delle difese. Quanto al resto delle udienze, allo studio ci sono due ipotesi: usare un’aula del tribunale oppure della corte d’Appello. Un trasloco non facile. Non solo perché per serve un’aula in grado di poter effettuare i collegamenti in videoconferenza con le carceri di massima sicurezza dove sono reclusi gli imputati al 41 bis. Ma anche perché servono spazi capaci di ospitare circa 200 persone.

Fervono intanto a Reggio i preparativi per la fase del dibattimento, che vede 130 imputati e prenderà il via il 23 marzo. I lavori per l’allestimento dell’aula sono stati affidati a una ditta di Parma, che si è aggiudicata la gara al massimo ribasso. L’aula verrà allestita dentro il cortile del palazzo di giustizia. Entro il 20 marzo il termine categorico per la consegna. Si tratta di un unico locale che ospiterà l’aula divisa in tre zone: corte, imputati e pubblico. Dal Pd hanno lanciato un nuovo appello al ministero della Giustizia, affinchè garantisca la sicurezza delle udienze dibattimentali. A lanciarlo la deputata bolognese Pd, Marilena Fabbri, che ha chiesto al ministero «se sia in grado di garantire il regolare svolgimento di processi di questo genere, dal punto di vista economico ma anche della pubblica sicurezza», soprattutto «evitando ulteriori esborsi alla Regione Emilia-romagna», che, ricorda a Fabbri, ha già sostenuto una spesa di 800.000 euro.

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