Iren: portiamo rifiuti speciali a Poiatica
Carpineti, lo rivela un documento aziendale. Prima della chiusura, la discarica accoglierebbe un altro milione di metri cubi
CARPINETI. «Iren vuole proseguire a Poiatica l’attività di discarica per rifiuti speciali?». La domanda circola sempre più forte dopo la visione di un documento realizzato da Iren e indirizzato a Regione, Provincia e Comune di Carpineti sul futuro della discarica carpinetana, per un decennio la principale del territorio reggiano e oggi chiusa.
Nelle settimane scorse ci sono state molte discussioni dopo un intervento del responsabile impianti di Iren, che proponeva di usare Poiatica per il conferimento dei rifiuti speciali. E adesso viene fuori un progetto di Iren sul futuro elaborato dallo Studio T.En. di Reggio Emilia, in cui si suggerisce di autorizzare un milione di metri cubi di rifiuti speciali a Poiatica. E di aggiungere poi 300mila metri cubi di argilla per arrivare al completamento definitivo dell’impianto. Una proposta dal notevole impatto, visto che a oggi il complesso di conferimento rifiuti sul fiume Secchia ha un volume complessivo di poco più di due milioni di metri cubi.
Per arrivare alla chiusura, seguendo questo progetto, Poiatica dovrebbe quindi accogliere una quantità molto elevata di cosiddetti rifiuti speciali, quelli non ordinari: una definizione molto ampia che può raccogliere prodotti assolutamente inerti ma anche materiali potenzialmente pericoloso.
Una soluzione che supererebbe l’attuale vincolo, quello deciso dalla Provincia di Reggio Emilia nel 2014, che ha sancito la conclusione dell’attività della discarica con il quinto lotto, l’ultimo utilizzato sino a quel momento. Nel piano strutturale comunale del Comune di Carpineti era stato previsto un sesto lotto, in origine, anche se negli anni l’amministrazione aveva inserito diversi paletti per poterlo usare. E in seguito si è arrivati alla decisione di concludere il conferimento dei rifiuti ordinari col quinto lotto.
Visto che però Poiatica è già predisposta, per così dire, e anzi gli spazi per il sesto lotto sono già definiti, Iren l’ha individuata come luogo ideale per portarvi i rifiuti speciali, quelli che non possono essere lavorati all’inceneritore di Parma.
Il progetto prevede a questo punto la possibilità di depositare nel complesso carpinetano una lunga tipologia di rifiuti, fra cui le ceneri pesanti, le scorie e i compost fuori specifica, ovverosia prodotti potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute di chi vive nelle vicinanze. E non si esclude l’ipotesi di un ulteriore allargamento, anche oltre ai confini del sesto lotto. Era d’altronde questa la traccia del primo piano regionale di gestione rifiuti del 2014, quello “morto” con le dimissioni del presidente Errani.
Il nuovo piano regionale non comprende Poiatica per i rifiuti ordinari, questo è stato confermato. Rimane però l’incertezza sui rifiuti speciali, e Iren ha decisamente mostrato interesse su questa possibile soluzione. Il documento lo conferma, generando parecchio timore tra i residenti.
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