Gazzetta di Reggio

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«Pagliani non sapeva chi era Sarcone»

di Elisa Pederzoli
«Pagliani non sapeva chi era Sarcone»

Lunga arringa per il consigliere accusato di concorso esterno: «Dopo la cena, non fece niente a favore del sodalizio»

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REGGIO EMILIA. E’ durata oltre tre ore l’arringa difensiva dell’avvocato Alessandro Sivelli in favore dell’imputato Giuseppe Pagliani. E andrà avanti anche nella prossima udienza, fissata per domani, quando la parola passerà all’altro difensore del consigliere di Forza Italia, l’avvocato Romano Corsi.

Nel processo con rito abbreviato dell’inchiesta Aemilia, ieri davanti al gup Francesca Zavaglia nell’aula bunker delle Fiere di Bologna, Sivelli ha sottolineato una concetto fondamentale nella difesa Pagliani dall’accusa più infamante, quella di concorso esterno in associazione mafiosa: che Pagliani non ha fatto niente, in favore del sodalizio criminale che l’inchiesta della Dda di Bologna ha scoperto.

Ha parlato della cena agli “Antichi sapori” nel marzo del 2012, l’avvocato Sivelli. L’incontro che inguaia il politico.

«Pagliani non sapeva chi fossero i soggetti che parteciparano - ha sottolineato il difensore - Non sapeva chi era Nicolino Sarcone. E quando ha saputo, ha interrotto completamente qualsiasi in rapporto. Prova ne sono messaggi e telefonate che sono agli atti, in cui lo cercano ma lui non si fa più trovare. Inoltre, il concorso esterno si fonda sul fatto che uno interviene in aiuto, deve dare un contributo reale al sodalizio: Pagliani non ha fatto niente per loro, non ha fatto alcun articolo di giornale, non ha fatto nessun intervento di carattere politico. Sta pagando a caro prezzo quello che è stato un errore: partecipare a una cena». Secondo Sivelli, bisogna tenere conto di quale era la consapevolezza in fatto di infiltrazioni mafiose al tempo, nel 2012. Ha citato gli interrogatori alla Dda dell’ex sindaco Graziano Delrio e dell’ex presidente della Provincia, Sonia Masini. «Lo hanno detto loro candidamente di non avere avuto consapevolezza all’epoca» ha detto Sivelli, citando in questo constesto la partecipazione alla processione di Cutro di Delrio o quando accompagnò tre esponenti della comunità calabrese dal prefetto Antonella De Miro. Ha parlato anche dell’ex questore Gallo e del fatto che l’imputato Paolini gli dava del tu.

Ieri ha parlato anche la difesa di Nicolino Sarcone, con l’avvocato Luigi Colacino. Contestando soprattutto il ruolo di capo che gli viene attribuito, mettendo in evidenza che un capo non si sporca le mani andando personalmente a fare le estorsioni.

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