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Pianoforte in stazione, scoppia il putiferio

Pianoforte in stazione, scoppia il putiferio

In Sala Tricolore la proposta del Pd è passata ma ora bisogna trovare chi paghi lo strumento

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REGGIO EMILIA. La proposta presentata con urgenza da parte di sette consiglieri del Pd (Pavarini, Cantergiani, De Franco, Montanari, Cigarini, Rivetti, Vergalli, Franceschini) di mettere in una delle stazioni ferroviarie reggiane un pianoforte a disposizione anche dei viaggiatori - come ormai avviene in molte stazioni e aeroporti italiani - ha scatenato un mezzo putiferio, come non accadeva da tempo in sala Tricolore, tra maggioranza e opposizione. L’ordine del giorno alla fine è passato ma senza che sia stato deciso chi deve pagare il pianoforte e in quale stazione collocarlo. Se in quella di piazzale Marconi “dove non c’è spazio e non sarebbe al sicuro” o alla Mediopadana “dove quando transitano i treni il frastuono è fortissimo”, come ha fatto notare Claudio Bassi di Forza Italia. Un dibattito fatto di toni esasperati da una parte e dell’altra, tanto che al momento del voto la minoranza compatta come un sol gruppo è uscita dall’aula protestando perché il Pd ha utilizzato “una procedura d’urgenza su un tema che d’urgente non aveva nulla”. Si è discusso per un’ora e mezzo in un confronto in cui sono intervenuti cinque consiglieri Pd e tutti i consiglieri di minoranza (con l’ eccezione di Pagliani, Caccamo e Incerti del M5s) per sostenere che “il dibattito era una perdita di tempo e che il tema da dibattere doveva essere la sicurezza in città”. Tema a cui per l’opposizione il Pd “sfugge come ha fatto anche in commissione consiliare parlando di fioriere e di contributi ai commercianti che cambieranno le tende in via Roma e non di misure concrete”, hanno sostenuto un po’ tutti dall’opposizione. Il Pd invece ha parlato di cultura, di socializzazione e di “riempire con la musica il vuoto”, come ha fatto Roberta Pavarini . Ieri eri in sala Tricolore è andata in scena una polemica astiosa e a tratti indecifrabile, con maggioranza e minoranza che si sono letteralmente scatenate. La realtà è che la polemica prima ancora che in sala Tricolore si era già scatenata nei giorni precedenti sui social, tra ironia, sarcasmo e battute al vetriolo. Il risultato finale però è stato che per discutere di un pianoforte in stazione si è persa un’ora e mezzo e senza decidere nulla. E per di più con una sfida musicale tra Cantergiani (Pd) e Bassi (Fi), dopo che entrambi hanno vantato di aver suonato pianoforti presenti in aeroporti e stazioni in giro per il mondo.(r.f.)

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