Quando Eco e il Gruppo 63 erano di casa
Nelle cronache dell’epoca la storica tre giorni organizzata da Renzo Bonazzi al Teatro Municipale
REGGIO EMILIA. A legare il nome di Umberto Eco a Reggio Emilia è stata soprattutto l’attività del “Gruppo 63”, l’avanguardia letteraria che radunò scrittori, critici e artisti in genere allo scopo di sperimentare nuove forme di espressione letteraria e che vide proprio a Reggio, un anno dopo la sua nascita, uno dei momenti creativi più alti.
I protagonisti di quei giorni di grande fervore culturale non ci sono più. Almeno quelli reggiani, hanno preceduto Umberto Eco nella dipartita da un mondo che hanno contribuito ad arricchire di idee, visioni e stimoli culturali. Il sindaco intellettuale Renzo Bonazzi e il poeta Corrado Costa furono i protagonisti di quelle tre giornate a cui diedero ampio spazio, nelle pagine culturali, i principali quotidiani dell’epoca.
E quella “tre giorni” al Teatro Municipale di Reggio (all’epoca non era ancora stato intitolato a Romolo Valli) ha finito far discutere anche cinquant’anni dopo, quando nell’inserto culturale de Il Sole 24 ore, viene pubblicata una foto di alcuni dei partecipanti al simposio. Nella foto Eco non c’è mentre figura al tavolo dei relatori del Valli, qui a fianco, assieme al primo cittadino di Reggio, Renzo Bonazzi.
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