Rete 7, si accende lo scontro con i sindacati
L’azienda preannuncia la chiusura di Teletricolore a fine mese e diserta il tavolo di confronto
REGGIO EMILIA. Erano ridotte a un lumicino le speranze che dall'incontro di ieri mattina a Bologna potesse uscire uno sblocco della vertenza Rete 7. In effetti l'azienda, che ha preannunciato la chiusura di Teletricolore alla fine del mese, ha disertato il tavolo di confronto nella sede della Regione, in via Aldo Moro. I sindacati Cgil, Cisl e Associazione stampa Emilia-Romagna si sono trovati di fronte soltanto il sottosegretario Andrea Rossi, mentre all'esterno i giornalisti e i tecnici del gruppo televisivo mantenevano un presidio dimostrativo.
Gli unici spiragli che si sono aperti dipendono dalla disponibilità del gruppo Baronio di Cremona e del consorzio tv Area Locale, di cui fa parte anche Telelombardia.
La nuova società, però, ha già chiarito che, qualora l'operazione andasse in porto, assumerebbe non più di diciassette dipendenti su ventisei, mentre gli altri riceverebbero gli incentivi all'esodo proposti dall'attuale proprietà. In attesa di una soluzione Rete 7 proponeva il rinnovo fino alla fine del 2016 dei contratti di solidarietà che durano ormai da cinque anni. Tuttavia la settimana scorsa l'assemblea dei lavoratori s'è espressa all'unanimità contro la contrattazione degli ammortizzatori sociali prima di conoscere i reali compratori e i loro piani industriali e editoriali. A tale scopo i sindacati avevano chiesto alla Regione di invitare in via Aldo Moro anche Coop Alleanza 3.0, che avrebbe già firmato un preaccordo per acquistare l'operatore di rete, cioè i canali su cui trasmettere, che dallo scorso 23 dicembre sono stati trasferiti alla società Antenna 1, appartenente al 100% a Rete 7. La mossa non è piaciuta a Rete 7, che ha disertato l'incontro accusando il sindacato di “individuare un acquirente sulla base di assonanze politiche" e dichiarando di prendere in considerazione “solo valide ipotesi imprenditoriali". Rossi s'è defilato. Quindi Gianluca Barletta della slc-Cgil definisce “pilatesca” la sua posizione e preannuncia l'intenzione di chiedere al segretario regionale della Cgil Vincenzo Colla di interloquire con Paolo Cattabiani, amministratore delegato di Coop 3.0. Il sindacato, peraltro, non risparmia le bordate allo stesso colosso cooperativo, intenzionato ad acquisire soltanto le frequenze di Rete 7: “Si tratta - spiega Barletta - di un'operazione speculativa. Coop fa anche dumping conttrattuale verso i lavoratori. Vuole sfilare la parte più pregiata dell'azienda, scaricando le conseguenze sui lavoratori con la complicità della Regione”. (l.s.)
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