Gazzetta di Reggio

Reggio

Rifiuti abusivi intorno all’inceneritore

di Luciano Salsi
Rifiuti abusivi intorno all’inceneritore

L’incendio di domenica ha messo a nudo il degrado: a ridosso della rete c’è chi butta plastica e altra immondizia

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REGGIO EMILIA. L'incendio scoppiato domenica pomeriggio nel vecchio inceneritore di Cavazzoli, dismesso il 10 maggio 2012 dopo 44 anni di attività, ha messo a nudo la vulnerabilità dell'impianto, sottoposto a frequenti intrusioni e allo scarico abusivo di rifiuti speciali a ridosso della recinzione e nel letto dell'adiacente Crostolo. Iren conferma che il rogo, probabilmente, è stato causato dalla brace rimasta sotto la cenere sgomberata da un caminetto o da una stufa e finita in un cassonetto. «E' da scartare - ribadisce l'azienda - l'ipotesi che qualcuno sia entrato nell'area del termovalorizzatore per dare fuoco ai rifiuti o che vi trovino rifugio dei senzatetto capaci di provocare inavvertitamente un incendio».

E' vero, però, che la rete di recinzione è un colabrodo. Appare tranciata in diversi punti. «Gli squarci - spiega Iren - sono aperti da malviventi che si introducono per asportare i metalli separati dai rifiuti, che poi vengono compattati e trasportati a Parma per essere bruciati a Ugozzolo. La refurtiva è costituita perlopiù dai motori elettrici con gli avvolgimenti di rame e dalle schede dei computer contenenti metalli preziosi. La rete è protetta da sensori che fanno scattare l'allarme, ma la vigilanza non fa in tempo a intervenire. Ora abbiamo in programma il rifacimento della recinzione con materiale più resistente. Ne approfitteremo per rimuovere i contenitori di plastica e gli altri rifiuti speciali abbandonati a ridosso della recinzione da chi vuole sbarazzarsene senza pagare le tariffe previste per la loro rimozione».

Attualmente il vecchio inceneritore è utilizzato come stazione di trasferimento e continuerà ad avere questa funzione finchè non sarà cambiato il sistema di smaltimento. Vi vengono convogliati e compattati i rifiuti indifferenziati raccolti nella nostra provincia tramite i cassonetti e il porta a porta. Quindi durante il giorno vi è sempre una piccola squadra al lavoro con i mezzi meccanici. Nelle ore notturne e festive sono in funzione la videosorveglianza e il servizio di vigilanza. Anche domenica gli addetti sono rimasti all'opera fino alle 14 per trattare i rifiuti in modo da farli trovare pronti, il giorno dopo, all'arrivo dei camion che li trasportano a Ugozzolo. Alle 14 sono stati i vigilantes a segnalare il filo di fumo che si sprigionava, filtrato dal sistema di depurazione, dalla fossa in cui un tempo era ammassato il materiale da bruciare.

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