Gazzetta di Reggio

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Torna l’allarme distacchi a rischio anche l’acqua

di Chiara Cabassa
Torna l’allarme distacchi a rischio anche l’acqua

Morosità fino a 200 mila euro in numerosi condomìni nella zona stazione Iren invia le lettere ai cittadini. Sassi: «Serve un piano di rientro a lungo periodo»

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REGGIO EMILIA. E’ passato poco meno di un anno da quando Iren, nel marzo scorso, aveva staccato il riscaldamento in otto condomìni tra via Turri e via Paradisi. Causa morosità. E oggi, sempre causa morosità, torna l’allarme distacchi nello stesso quartiere. Ma questa volta si parla di acqua, fredda. E’ infatti partito in questi giorni quello che in gergo si chiama “cassettaggio”: Iren ha cioè iniziato a passare le informazioni riguardanti lo stato di morosità di diversi condomìni direttamente ai cittadini che si sono visti recapitare le lettere con le quali, nei fatti, si avvia quella procedura di fronte alla quale diventa necessario avviare perlomeno un confronto.

Perché le cifre delle morosità sono importanti: i debiti vanno dai 100 ai 200 mila euro a condominio e riguardano un arco temporale che nella maggior parte dei casi va dal 2011 ad oggi. Con una differenza fondamentale rispetto alle morosità che avevano riguardato l’anno scorso il riscaldamento. Se infatti in quest’ultimo caso si poteva ragionare in termini di contatori singoli, parlando di acqua va da sè che è impossibile “individualizzare” il servizio. Da qui anche il diverso approccio da parte dell’amministrazione comunale.

«Se a suo tempo mi ero schierato a favore della chiusura del riscaldamento centralizzato in caso di morosità - ricorda il vicesindaco e assessore al welfare Matteo Sassi - oggi sull’acqua sono contrario al distacco perché so che non c’è una soluzione tecnica a portata di mano nel senso di poter rendere individuale la bolletta. Con una premessa importante: nessuno può pretendere di avere servizi ancorché fondamentali come l’acqua senza peraltro pagarli». Detto questo, la soluzione non può essere che “rientrare” anche in questo caso dal debito. Ma trattandosi di grandi cifre, diventa ancora una volta necessario un confronto trasparente tra amministratori di condominio, condòmini e Iren. «Da un lato abbiamo anni di arretrati mai pagati - spiega Sassi - dall’altro l’assoluta necessità di onorare quel debito. A questo punto, da parte nostra si tratta di sensibilizzare Iren perché metta in campo un piano di rientro a lungo periodo in modo da evitare i distacchi».

Vale la pena ricordare a questo punto che quando fu proposta per il riscaldamento una rateizzazione ventennale del debito a interessi zero, sette assemblee condominiali su nove risposero picche.

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