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«Il furto in ospedale? Su commissione»

«Il furto in ospedale? Su commissione»

Guastalla, le attrezzature valgono quasi 300 mila euro, le visite specialistiche sono garantite

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GUASTALLA. La direzione sanitaria dell’ospedale di Guastalla, nonostante il furto di due fonti luminose a colonna, sei gastroscopi, sei colonscopi e tre cistoscopi, è riuscita a far fronte alle visite specialistiche di 8 pazienti che, per questi particolari esami, per i quali servono giorni di preparazione, avevano già programmato giorno e orari e non potevano essere rinviati.

«Appena ci è stato comunicato il furto – ha spiegato la dottoressa Cinzia Gentile, 43 anni, direttrice sanitaria insediatasi il 17 dicembre scorso – mi sono subito preoccupata di chiedere al personale dell’ambulatorio, la lista dei pazienti che quella mattina avrebbero dovuto essere sottoposti ad un esame endoscopico. La collaborazione di medici ed infermieri dell'ospedale è stata straordinaria. Prima di tutto abbiamo sterilizzato l’ambulatorio dato che è stato oggetto di sopralluoghi da parte degli uomini degli uomini della Scientifica. Siamo riusciti a reperire quattro strumenti dal reparto operatorio per soddisfare le esigenze di altrettanti pazienti, gli altri sono stati dirottati all’ospedale “San Sebastiano” di Correggio. Avevamo allertato anche l’ospedale di Scandiano, resosi immediatamente disponibile, ma non ce n’è stato bisogno. Questa mattina (ieri per chi legge ndr), tutti gli esami sono stati effettuati nel nostro ambulatorio. Ci scusiamo per eventuali disagi ma purtroppo si è trattato di un fatto imprevedibile – ha continuato la dottoressa Gentile – Evidentemente, i malviventi, dopo il periodo delle casse automatiche e dei farmaci antiblastici, ora prendono di mira preziosi strumenti medico-chirurgici».

Ieri mattina, all’ospedale guastallese, è arrivato anche il dottor Antonio Di Mare, direttore del presidio ospedaliero dell’Ausl che si è subito attivato per reperire nuovi strumenti. Da che parte i ladri siano scappati, precisamente ancora non si è capito. Perché le porte esterne della struttura sono risultate perfettamente chiuse. La parte sul fondo del corridoio, all’altezza dell’ambulatorio di endoscopia, si affaccia su via Rosario, una strada, poco trafficata, dalla quale i ladri potrebbero essere entrati dopo aver aperto una porta antipanico della veranda. Il colpo ai danni della struttura ospedaliera - che ha fruttato ai malviventi strumenti del valore di quasi 300mila euro - conferma una preoccupante escalation di questo genere di reati che si sta registrando dal 2011 anche in altre strutture ospedaliere come è avvenuto a Pieve di Coriano (Mn) e nella province di Bergamo, Varese, Genova, La Spezia, Udine, Pordenone, Latina e proprio in quest’ultimo fine settimana all’ospedale Borgo Roma di Verona per un bottino di 500mila euro. Ora i carabinieri di Guastalla si stanno occupando del caso, per ricostruire come siano andati i fatti. Il colpo è stato scoperto lunedì mattina, quando gli addetti degli ambulatori hanno aperto i locali che ospitanoanche gli armadi con dentro i preziosi endoscopi. Si tratta di bande specializzate che agiscono su commissione. Gli inquirenti ipotizzano che gli endoscopi siano già partiti per qualche Paese dell’Est dove, vista la tecnologia e il costo, sono considerati una merce preziosa. Ma non si esclude che possano finire nelle mani di qualche medico per aprire ambulatori abusivi. (m.p.)

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