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Montanari-Notari pace dopo 25 anni

Montanari-Notari pace dopo 25 anni

Il presidente dell’Anpi rettifica una sua affermazione sulle informazioni in possesso dell’onorevole sul caso Nicolini

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REGGIO EMILIA. Non solo si viene a chiudere una recente vicenda giudiziaria, ma si chiude anche un caso rimasto aperto per un quarto di secolo.

Il presidente provinciale dell’Anpi, Giacomo Notari, ha ufficialmente chiesto scusa all’onorevole Otello Montanari per una sua affermazione relativa al “Chi sa parli”, la vicenda che nel 1991 fece discutere tutta Italia a proposito dei delitti del dopoguerra e del ruolo del Partito comunista nelle protezioni dei veri responsabili. Il caso era ritornato alle attenzioni dei tribunali in occasione di una intervista del 2011 alla Gazzetta di Reggio nella quale, rispondendo a una domanda, Notari diceva di essersi chiesto nel corso degli anni perché Montanari non si fosse deciso a parlare prima, evitando così una ingiusta carcerazione al partigiano Nicolini “Diavolo”, erroneamente ritenuto responsabile del delitto don Pessina.

Una affermazione ritenuta inaccettabile da Montanari che decise di querelare il presidente dell’Anpi.

La causa si è protratta per diverse udienze ma è arrivata a uno sbocco solo negli ultimi giorni. Nello scorso ottobre il procuratore di Mantova (luogo dove si svolgeva il processo) aveva chiesto la condanna di Notari a tre mesi di reclusione e il dibattimento era stato rinviato alla fine di gennaio. Dopo un successivo rinvio per ragioni di salute (Notari era malato) si è giunti a una soluzione senza bisogno di sentenze, cioé con un accordo fra Giacomo Notari e Otello Montanari, rappresentato nella vicenda dall’avvocato Marco Fornaciari. Notari – con la mediazione del segretario del Pd, Costa – si trova d’accordo nel firmare una dichiarazione (che riportiamo integralmente qui a lato) nella quale in sostanza chiede scusa a Montanari, dicendo di essersi sbagliato nel rispondere a quella domanda. Querela rimessa e caso chiuso.

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