Otello aveva saputo della registrazione solo nell’agosto 1991
L’11 marzo 2011, avevo concesso un’intervista al giornalista della Gazzetta di Reggio Andrea Mastrangelo. Alla sua domanda su quale fosse il mio giudizio sul “Chi sa parli” di Otello Montanari,...
L’11 marzo 2011, avevo concesso un’intervista al giornalista della Gazzetta di Reggio Andrea Mastrangelo.
Alla sua domanda su quale fosse il mio giudizio sul “Chi sa parli” di Otello Montanari, rispondevo:
«Molte volte mi sono chiesto perché Otello, sapendo le cose che sapeva, non fosse venuto allo scoperto qualche decennio prima. Quando c’era Nicolini in galera, per esempio. Se avessero parlato apertamente, forse Diavolo non faceva tutta la galera che ha fatto ingiustamente. Così anche per Baraldi».
Devo correggere questa mia affermazione.
Fu grazie alla prova messa a disposizione della Procura di Reggio Emilia nel settembre 1991 da Otello Montanari, da altri soci e dirigenti dell’Anpi che fu possibile la difficile revisione del processo a Germano Nicolini con la conseguente sentenza di assoluzione quale mandante dell’omicidio di Don Pessina.
La prova era una bobina audio, registrata dall’allora archivista nel novembre 1984 nella sede della federazione del Pci di Reggio Emilia, dalla quale emergeva come Germano Nicolini fosse totalmente estraneo all’omicidio.
Montanari Otello aveva saputo dell’esistenza di tale bobina solo nell’agosto 1991.
Riconosco quindi che Otello Montanari, appena venuto a sapere di prove utili per ottenere giustizia, agì con tempestività, fornendo, fra difficoltà ed ostracismi, un decisivo contributo a svelare quella verità che da tanti decenni era tenuta nascosta.
Chiedo pertanto scusa di aver procurato involontariamente a Otello Montanari (partigiano, ferito, mutilato di guerra dal 01/01/1945), sofferenze, amarezze e preclusioni e rettifico la dichiarazione rilasciata più di quattro anni or sono.
* presidente provinciale
dell’Anpi
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