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Più vigili urbani davanti alle scuole contro la sosta selvaggia

di Luciano Salsi
Più vigili urbani davanti alle scuole contro la sosta selvaggia

L’annuncio dell’assessore Tutino dopo il caso di via Franchetti, dove l’auto di una mamma ha bloccato i bus

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REGGIO EMILIA. A dispetto della “rivoluzione” annunciata dalla giunta in questi giorni, la sosta selvaggia continua ad imperversare, creando intralci alla circolazione soprattutto nelle ore di punta e in prossimità delle scuole.

Il traffico è stato bloccato per dieci minuti, intorno alle 13 di mercoledì, da un'auto parcheggiata abusivamente in via Mazzini di fronte al bar all'angolo con via Franchetti. Quell'ostacolo ha impedito a un autobus proveniente da piazza Gioberti di portare a termine la svolta in direzione dell'autostazione dell'ex-caserma Zucchi. Il mezzo pubblico è stato costretto a fermarsi nella curva, impedendo il passaggio agli altri veicoli.

L'autista è dovuto scendere per rintracciare il responsabile dell'infrazione e invitarlo a sgomberare l'incrocio. Alla fine, soltanto i carabinieri dell'attigua caserma Leone Carmana, sede del comando provinciale, l'hanno convinta a sloggiare.

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A quell'ora, in effetti, escono dalla vicina scuola San Vincenzo gli alunni che non consumano il pranzo nella mensa interna. Fra i genitori che li vanno a prendere vi è anche chi lascia l'auto in sosta vietata.

«Non so - riferisce Luciano Bonacini, preside della San Vincenzo - se quella signora è la madre di un nostro alunno. Su trecento iscritti alla scuola elementare e a quella dell'infanzia duecentocinquanta sono rimasti nelle aule fino alle 16. Cinquanta sono usciti alle 13. I genitori hanno un permesso per accompagnare i figli più piccoli, fino alla seconda elementare. Al mattino si limitano a fermarsi un attimo nei pressi della scuola. Quando li vengono a riprendere, invece, devono sostare. Perlopiù lo fanno correttamente, avendo a disposizione l'ampio parcheggio della Zucchi, dove possono fermarsi gratuitamente per venti minuti».

Tuttavia nelle ore di punta quella è una delle zone più congestionate del centro storico. «La situazione - ammette l'assessore alla mobilità Mirko Tutino - s'è complicata con i lavori per il park Vittoria. In via Franchetti, che è a traffico limitato, non si entra più da viale Allegri, dove l'accesso alla Ztl è controllato da telecamere. Vi si arriva da via Emilia Santo Stefano con una svolta vietata ma non controllata in via Mazzini. Abbiamo infisso dei paletti per impedire la sosta selvaggia e lasciamo una franchigia di 15 minuti nel parcheggio della Zucchi. Poichè non basta, si dovrà intensificare la vigilanza da parte della polizia municipale».

Se, da una parte, casi come questo evidenziano l'inciviltà di certi automobilisti, dall'altra è la gestione della viabilità che talora lascia a desiderare. Le zone a traffico limitato coprono l'esagono a macchia di leopardo. Può capitare di subire un'inspiegabile proibizione ad accedervi. Se ne lamenta un professionista reggiano, il quale, avendo lo studio in corso Garibaldi, è da anni abbonato al garage Arna, in via Porta Brennone, una strada a traffico limitato.

«Per accedervi - ha scritto il professionista al sindaco - mi veniva concesso un permesso del tipo G1. Avvicinandosi la scadenza, mi sono recato all'ufficio apposito per il rinnovo. Mi è stato risposto che per raggiungere il garage Arna non vengono più rilasciati permessi ma che, non essendovi le telecamere, posso comunque transitare per via Porta Brennone. Ciò equivale a invitare il sottoscritto a commettere un'infrazione! E' ammissibile che una pubblica amministrazione spinga un cittadino a farlo? E qualora mi fermasse un vigile urbano, come potrei giustificarmi?".

"Si è trattato - risponde Tutino - di uno spiacevole malinteso da parte dell'impiegato della Til. Il permesso sarà rinnovato".

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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