Strade chiuse, ecco il piano del nuovo centro pedonale
Il focus sulle attuali vie dalle quali partiranno le ulteriori limitazioni al traffico Allo studio l’eliminazione del passaggio dei veicoli in alcuni tratti ora in ztl
REGGIO EMILIA. Quasi il 50% delle strade presenti nella zona a traffico limitato è già pedonale. È questa la fotografia dalla quale partirà il Comune per lanciare il proprio piano di liberazione del centro storico dalle auto. Una fotografia scattata nel 2007, quando attraverso un’ordinanza si è dato il via ad una prima fase di pedonalizzazione, per un progetto che ora – come riferito dalla giunta nei giorni scorsi – vedrà una nuova fase di estensione e ampliamento. Non prima tuttavia di un lungo confronto con commercianti e residenti, all’interno di un dibattito che si annuncia incandescente.
IL “COLABRODO”. Contando vie, piazze e vicoli, su un totale di 189 strade presenti in centro storico sono 87 quelli già definiti come aree pedonali, per una percentuale pari al 46,5%: una pedonalizzazione per ora “a spezzatino”, che contempla dei tratti già liberi dalle auto inframezzati da altri che non lo sono, rendendo quell’idea di “colabrodo” usata come metafora nei giorni scorsi anche dall’assessore alla Mobilità, Mirko Tutino, per definire l’attuale situazione. Lo scopo del Comune, infatti, è proprio questo: tappare il “colabrodo” e rendere effettivamente pedonali aree che lo sono già sulla carta, sulle quali il divieto di accesso non viene rispettato. In che modo? ricorrendo a nuovi pilomat e amalgamando nella pedonalizzazione quei tratti ora esclusi. Provvedimenti che saranno accompagnati da una stretta sui permessi e sugli orari ztl, considerati il vero anello debole dell’attuale pedonalizzazione, dal momento che consentono alle auto di accedere anche dove non potrebbero, nè dovrebbero.
IL LABIRINTO. Esempi di strade “a spezzatino” sono numerosi. E sono proprio le indicazioni contenute nell’ordinanza del 2007 la base di partenza per le nuove regole. Via Emilia San Pietro, ad esempio, sulla carta è area pedonale da piazza del Monte a via Roma (con il transito consentito solo agli autorizzati), diventando invece semplice ztl da via Roma a via Campo Samarotto-via San Girolamo. Via Emilia Santo Stefano, invece, è addirittura divisa in tre: pedonale da piazza del Monte a piazza Gioberti-via Mazzini, ztl in piazza Gioberti, e ancora ztl – ma con limitazioni differenti su senso di marcia e direzione – da piazza Gioberti a piazza Duca D’Aosta. Altro esempio? Via Toschi. In questo caso la pedonalizzazione va da piazza Prampolini a via Del Carbone, diventando ztl da via Del Carbone a via Fontanelli. Spezzettamenti anche in via Panciroli, che è ztl da piazza Fiume a via Gazzata, diventa pedonale da via Gazzata a via Blasmatorti e torna ztl da via Blasmatorti a corso Garibaldi. Situazioni di caos alle quali ora si vuole porre rimedio.
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CORSO GARIBALDI IS FREE. Una, per ora, la certezza: Corso Garibaldi – su cui insistono due diverse limitazioni ztl – non dovrebbe essere toccata da nuovi provvedimenti. Quanto al resto, sono soprattutto le strade vicino alle piazze quelle in cui i provvedimenti di limitazione del traffico sono più stringenti. E sono sempre queste aree quelle su cui i cittadini hanno da sempre la maggiore consapevolezza della pedonalizzazione già in atto. Ma anche qui i provvedimenti variano da tratto a tratto. Via Aschieri, ad esempio, sulla carta prevede due aree pedonali differenti, con dissuasori all’altezza di piazza Prampolini e un doppio senso di marcia che diventa senso unico da vicolo Colombina a via Guido da Castello. Via Ponte Besolario, invece, è ztl da via Fornaciari a via Maccari, per diventare pedonale solo nel tratto da via Maccari a piazza Fontanesi. Su via San Rocco gli spezzettamenti sono addirittura sei: pedonale da piazza Martiri del 7 luglio a via Campanini, ancora pedonalizzazione (ma con limitazioni differenti) da via Campanini a via Monzermone, cui seguono due tratti ztl (da via Monzermone a via Dell’Aquila e da via Dell'Aquila a via Gennari) e altre due pedonalizzazioni (da via Gennari a via Della Volta e da via Della Volta a via Caggiati). Labirinti ai quali si cercherà ora di trovare una sistemazione, dettando i percorsi a colpi di pilomat e nuovi dissuasori.
DIVIETI “NATURALI”. “Strada morfologicamente non accessibile ad autoveicoli e mezzi a motore”. È questa la dicitura con cui vengono definiti tutti quei tratti in cui le auto non possono entrare. Il motivo? Vicoli strettissimi. O comunque in cui ci sono impedimenti tali da rendere impossibile ad auto e moto di entrarvi. Fra questi, non poteva mancare vicolo dei gomiti, che prende il nome proprio dal fatto che è larga poco più di una persona. “Morfologicamente non accessibile” è anche via Prevostura, via Resti, via Cherici, vicolo del Folletto, vicolo Leoni e un tratto di via Palazzolo.
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