Cittadini di seconda categoria
Esprimo viva preoccupazione per l’annuncio dell’imminente sospensione da parte di Iren del servizio di acqua potabile – un’altra doccia fredda per i cittadini di Via Turri – che la multiutility minaccia, dopo il distacco del teleriscaldamento di un anno fa. L' interruzione, anche della fornitura di acqua potabile, è annunciata per fine mese, l’accesso all’acqua è un diritto naturale, inalienabile, Iren si mette nella posizione di ledere diritti costituzionalmente garantiti. Per me questa minaccia è inaccettabile, interi condomini che avranno un unico rubinetto al piano terreno con inevitabili problemi sanitari e di igiene. La tutela della salute pubblica è anch'essa minacciata.
Dopo un colpevole silenzio, l'amministrazione comunale solo ora si dice disponibile ma la situazione era nota: perché l’invio delle lettere? I tavoli di confronto che ora si dice di voler convocare non potevano essere convocati anche un minuto prima di spedire le lettere con l’annuncio della sospensione del servizio idrico? Che si riattivino tutti i canali di comunicazione tra Iren e condomini e il Comune si attivi tempestivamente perché non si interrompa questo servizio basilare per la vita dei cittadini e che potrebbe mettere a rischio la salute di tutta la città.
Un anno dopo il distacco, la situazione in Via Turri da pressoché "congelata” è alla luce delle nuove minacce in caduta libera. Il Comune ha provveduto a prendersi degli impegni concreti per risolvere il problema, affrontando con qualche accordo situazioni poco complesse nei condomini più "sani", voltando le spalle al resto dei cittadini.
Tra le molte famiglie, capìto che era inutile attendere Godot, alcune hanno acquistato caldaie, altre si sono arrangiate con stufe elettriche ed altre chissà. Soluzioni fai da te che non fanno altro che portare i cittadini del quartiere sempre più lontani dall'amministrazione, alcuni residenti stanno pensando di costruire addirittura un pozzo. I famosi furbetti del quartierino che si voleva "castigare" continuano a rimanere impuniti, tra questi qualche proprietario che non ha mai abitato in Via Turri ma che ci ha potuto speculare, come qualche amministratore condominiale che invece di fare gli interessi dei condomini ha pensato ad accrescere i propri.
E' stato facile, ma oltremodo irresponsabile, da parte del Comune liquidare la vicenda con la frase diventata di rito del Sindaco Vecchi e del suo vice Sassi e ripetuta davanti ad ogni richiesta di interessamento "E' una questione tra privati", senza neppure indagare, anche in veste di azionista, le responsabilità di Iren rispetto alla grave perdita di controllo sulla contabilità che ha portato il debito a cifre da capogiro. Questo atteggiamento ha solo fatto venire meno la fiducia da parte dei cittadini verso l'amministrazione e ha corroso il rapporto tra amministratori condominiali e Iren. Esponendo i concittadini di Via Turri a ulteriori soprusi e pericoli.
Cosa si è fatto prima di arrivare all’invio di queste lettere? Nulla per Via Turri, diversamente da Via Asioli e Largo Gerra, situazioni per le quali l’amministrazione si è mobilitata immediatamente per mettere diverse forze in campo e ridare dignità ai cittadini di serie A. La questione è delicata e grave, non può essere affrontata con le minacce da parte di Iren, a mo’ di pistola alla tempia e con le risposte burocratiche del Comune, ma va subito gestita con modalità di dialogo e strategie che possano permettere il rientro economico e il recupero di fiducia da parte dei cittadini.
Non voglio credere che Iren e il Comune possano permettere tutto ciò, si faccia in in modo che Reggio Emilia, la sempre "città delle persone", è bene ricordarlo, la prossima settimana non abbia ancora un brusco risveglio dal torpore creato dalla nenia “è una questione tra privati”. Sassi ha annunciato il suo interessamento, dopo avere espresso il suo favore al distacco del 1° aprile scorso, vedremo se questa volta può essere quella buona.
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