La Fiom perde tesserati mentre il commercio vola
REGGIO EMILIA. Calano i pensionati e gli stranieri, così come i lavoratori nell’edilizia e nelle fabbriche, mentre il commercio e i servizi continuano a crescere nonostante la crisi. È questa la...
REGGIO EMILIA. Calano i pensionati e gli stranieri, così come i lavoratori nell’edilizia e nelle fabbriche, mentre il commercio e i servizi continuano a crescere nonostante la crisi. È questa la fotografia scattata a fine 2015 dalla Cgil di Reggio Emilia, che ha tracciato ancora una volta il bilancio sul tesseramento. «Un sindacato sotto attacco per le proprie posizioni politiche ma che resiste nei numeri» è in sintesi il messaggio lanciato dal segretario Guido Mora, che ha presentato ieri mattina i dati.
Le tessere collezionate l'anno scorso hanno visto un lieve calo di 191 unità su un totale di 111.298. Un pareggio, in pratica, che riporta il sindacato ad essere «l'unico soggetto che tutela i diritti dei cittadini, dopo il ritiro da parte dello Stato e il fatto che i comuni non hanno le risorse necessarie». Proprio per riaffermare questo ruolo mora ritorna poi sulla certificazione della rappresentanza, prevista dall'accordo firmato nel 2014. «I dati sui nostri iscritti sono veri e trasparenti al 100%. Sono due anni che aspettiamo che un ente terzo li certifichi, così come era previsto».
Passando ai numeri del tesseramento, la Cgil reggiana registra quindi una flessione dello 0,3%. Le nuove iscrizioni sono state 15.401 mentre aumentano le persone iscritte per la prima volta: 5.287, contro le 3.279 del 2014. Quello di via Roma è poi un sindacato «in rosa»: il 52% dei tesserati è donna. Calano i lavoratori stranieri, oggi al 18% (8.672 lavoratori) che nel 2014 erano quasi il 20% (9.542 iscritti). I giovani tra i 18 e i 35 anni sono il 18% degli attivi «a riprova - dice Mora - che non è vero che i più giovani sono prevenuti verso il sindcato». Tra le categorie, infine, la Fiom perde 340 iscritti pur confermandosi prima categoria per numero di attivi e calano anche Fillea (edilizia), Nidil (precari) e Fisac (la categoria del settore del credito).
Non sfugge quindi, come la limatura dei numeri porti sempre più peso verso la componente dei dissidenti, usciti dalla segreteria targata Mora. Il settore del commercio vive di buona salute grazie all’apertura senza sosta dei supermercati, fattore osteggiato dal sindacato ma che porta sempre nuovi iscritti. Da tre mesi circa la Cgil di Reggio Emilia non conta più su un governo unitario. La mozione Fiom-Landini vicina a Mora si è scontrata con quella sostenuta dal nazionale e da Susanna Camusso.
Mora punta tutto sulle bestie nere che politicamente mettono d’accordo le diverse anime: dalla legge Fornero e a quella di Maurizio Sacconi prima e poi al Jobs act del duo Poletti-Renzi, «che stanno progressivamente riducendo non solo i diritti dei lavoratori, ma anche lo spazio della nostra azione sindacale». (e.l.t.)
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