Morì al posto di blocco, niente processo
Castelnovo Sotto: prescritta l’accusa di omicidio colposo per due carabinieri. Per il pm, usarono le armi in modo legittimo
CASTELNOVO SOTTO. Il pm Valentina Salvi ha chiesto l’archiviazione perché il fatto non costituisce reato. Il giudice Giovanni Ghini ha decretato l'archiviazione per avvenuta prescrizione. Si è conclusa così la vicenda del ladro albanese di 28 anni, Elton Kastrati, ucciso nel febbraio del 2009 a un posto di blocco a Meletole di Castelnovo Sotto da due carabinieri che avevano sparato per fermare un’auto, rubata nel Modenese, che per poco non li aveva travolti.
L’avvocato Alessandro Conti, difensore dei due militari del Reparto operativo di Guastalla indagati per omicidio colposo, ha sostenuto che i sette-otto colpi furono sparati per tentare di fermare la folle corsa dell'Audi A4 dei banditi. Secondo la perizia eseguita d’ufficio dai Ris il proiettile che ha ucciso l'albanese potrebbe aver rimbalzato al suolo prima di sfondare il lunotto posteriore della vettura e colpire alla testa Kastrati. Il pm, alla luce di un’altra perizia, è giunta alla conclusione che gli spari furono esplosi per tentare di fermare la corsa della vettura, che procedeva a forte velocità e che costituiva un grave elemento di pericolo. Dunque, che il colpo abbia rimbalzato o meno, la condotta dei militari fu corretta e l'uso delle armi legittimo. L'avvocato dell'albanese ucciso si è opposto alla richiesta di archiviazione del pm Salvi e pertanto è stata fissata un'udienza di fronte al gup Giovanni Ghini, che ieri mattina ha però decretato la prescrizione, che era già scattata nel febbraio dell'anno scorso, dato per l'omicidio colposo decorre in sei anni.
La vicenda del ladro ucciso è solo un capitolo di una lunga storia di inseguimenti notturni, spesso a folle velocità, nella provincia reggiana. Per anni, periodicamente, sono entrate in azione bande di albanesi, spesso provenienti da fuori provincia, che battevano il Reggiano a cerca di obiettivi da colpire. La sera del 23 febbraio alcuni residenti di Meletole chiamarono i carabinieri segnalando un tentativo di furto. Intervenne una prima pattuglia, che esplose dei colpi ma l'Audi riuscì a fuggire. In via Costa una gazzella si pose di traverso e i due militari poi indagati si misero fuori dalla vettura con le armi spianate. L'auto rubata, con cinque banditi a bordo, arrivò poco dopo e invece di fermarsi tirò dritto, nel varco lasciato dall'Alfa Romeo dei carabinieri: uno degli operanti venne colpito a un fianco dallo specchietto e volò a terra. In quei concitati momenti vennero sparati 7-8 colpi dalle pistole d'ordinanze. I fuggiaschi proseguiranno per 700 metri ad alta velocità e poi si schiantarono contro un muretto vicino alla chiesta della frazione. Quattro banditi balzarono fuori dall'abitacolo e fecero perdere le loro tracce: uno di loro rimase privo di vita all'interno.
I due carabinieri vennero medicati al pronto soccorso e dimessi con una prognosi di due settimane.
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