Gazzetta di Reggio

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Tagli dal governo, stangata sui patronati

di Enrico Lorenzo Tidona
Tagli dal governo, stangata sui patronati

Via 240 mila euro solo all’Inca. Il segretario della Camera del Lavoro: «Fatto gravissimo, a rischio anche i posti di lavoro»

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REGGIO EMILIA. Il governo ha decretato un taglio pari a 240mila euro del contributo 2016 destinato al patronato Inca. Altri tagli graveranno sul caf della Cgil. Una stangata senza mezzi termini che mette in crisi il funzionamento del motore economico del sindacato.

Lunedì scorso, infatti, è giunta la notizia ufficiale nella sede della Camera del Lavoro di via Roma: al posto dei 2,1 milioni di euro attesi, il contributo giunto era decurtato di oltre il 10%. Nell’era dei sindacati dei servizi - quelli che alla lotta in fabbrica hanno affiancato le consulenze burocratiche e fiscali - questo significa mettere a serio rischio parte dei circa 100 posti di lavoro stabili tra patronato Inca di Reggio e la società Teorema (controllata sempre dalla Cgil) senza contare gli stagionali, chiamati al lavoro quando è tempo di fare le dichiarazioni dei redditi. Solo la Cgil preprara 70mila dichiarazioni all’anno. «Questa è l’esatta concretizzazione di come siamo oggetto di un drammatico taglio da una parte e della messa in discussione del nostro ruolo dall’altra» tuona il segretario della Cgil di Reggio, Guido Mora. Per il sindacato il dramma è duplice: rinunciare a un’attività sulla quale ha investito in maniera consistente per offrire servizi indispensabili a prezzi contenuti e, soprattutto, dover pensare ora a dei tagli da operare in prima persona.

Un sindacato che licenzia è quanto di più distante dallo stereotipo comune e la stessa Cgil di Reggio Emilia non intende indietreggiare nonostante con quei 240mila euro si pagano anche una parte consistente degli stipendi degli impiegati nel patronato. «Mi chiedo se meritiamo davvero un taglio così grande - dice Mora - proprio a noi che manteniamo l’attività, anzi la incrementiamo: l’afflusso delle persone ai nostri sportelli è in costante aumento così come la complessità dei problemi da affrontare e i compiti che lo Stato ci chiede di svolgere». Ora capire come fare per assorbire questo taglio «sarà compito di questo gruppo dirigente» mette in chiaro Mora, sapendo che sarà un compito arduo far combaciare l’utenza massiccia agli sportelli, la qualità del servizio e le risorse ormai insufficienti al funzionamento della macchina operativa. «Dobbiamo trovare il modo in questo anno per reperire risorse affinché i servizi vengano mantenuti: parliamo di organici, orari e tutto quello che ci viene dietro. Se un taglio di questa entità durasse per qualche anno entreremmo davvero in forte difficoltà. Questo significherebbe lasciare sole molte persone».

I contributi vengono assegnati a ciascun patronato in base al numero delle pratiche passate per ciascun ufficio negli ultimi tre anni, ponderandone il peso anche per la complessità delle operazioni. «Qui ormai lo Stato si ritira, i comuni non hanno risorse per aiutare le fasce più disagiate e il sindacato rimane uno dei pochi presidi reali. Il nostro patronato conta 65 addetti, la società fiscale altre 30 persone. Faremo di tutto per non intaccare queste realtà». Il taglio ai patronati era cosa nota, anche se solo in questi giorni è diventato realtà. E pensare, dicono i sindacalisti, che la riduzione del contributo nel 2016 è stato quasi dimezzato. Secondo quanto previsto nella legge di Stabilità è passato da 28 milioni a 15 milioni di euro. «È grave quello che sta succedendo, perché stanno tagliando risorse che ci venivano concesse su prestazioni e assistenza effettiva e venivano attinte da contributi versati dai lavoratori». La calata della scure avrà un effetto chiaramente su tutte le realtà sindacali del territorio, comprese le confederali Cisl e Uil così come quelle più piccole, come i sindacati di base. L’idea di fondo è che ci sia la volontà da parte del governo di riaffermare la propria predominanza sul sindacato. La speranza è che la valutazione del beneficio dei servizi di patronato e fiscali offerti dai sindacati venga nuovamente riconosciuto con un ripristino dei contributi.

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