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Tecnogear, i licenziamenti ora finiscono in tribunale

di Serena Arbizzi
Tecnogear, i licenziamenti ora finiscono in tribunale

Cavriago: Cardarelli, rappresentante sindacale, è uno dei tre messi alla porta «Abbiamo detto no alla proposta che ci imponeva di rinunciare alle vie legali»

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CAVRIAGO. La protesta non è certamente finita alla Tecnogear di Corte Tegge, soprattutto dopo che l’azienda ha rifiutato di revocare i tre licenziamenti duramente contestati da lavoratori e sindacati. Il presidio è stato interrotto e ieri i lavoratori sono rientrati in azienda, ma la battaglia è destinata a trasformarsi in guerra legale.

I fatti risalgono a due settimane fa quando tre lavoratori, di cui un rsu, sono stati convocati per la consegna della lettera di licenziamento. «Un fatto improvviso – come sottolineato dai sindacati – che rischia di costituire un pericoloso precedente». Dopo il “niet” della Tecnogear a seguito dei due incontri di inizio settimana dal prefetto Ruberto, che ha cercato di riconciliare le parti, i tre licenziamenti diventeranno effettivi a partire dall’8 marzo.

«Il presidio ieri è stato interrotto – racconta Fulvio Cardarelli, rsu che rientra fra i tre licenziati –. I colleghi ieri hanno lavorato dalle 8 alla mezza dalle 14 alle 17.30, mentre da oggi riprenderanno il turno normalmente. L’azienda ha messo un foglietto in bacheca per dire che la situazione è buona, per sgomberare il campo dalle preoccupazioni, in altre parole. In bacheca hanno messo un foglietto e i lavoratori verranno convocati a gruppi. Credo che intendano dire loro che noi tre siamo stati licenziati perché siamo tre teste calde e via dicendo… Inizialmente, infatti, gli esuberi avrebbero dovuto essere di più. Poi la pressione sul gruppo dirigente di Tecnogear è stata fortissima e l’azienda ha dovuto desistere dal suo intento. Ora presentiamo un articolo 700, cioè una procedura d’urgenza in Tribunale. Anche se hanno cercato di farci rinunciare – prosegue Cardarelli –. A margine degli incontri dal prefetto, a noi tre licenziati sono state proposte 13 mensilità, il minimo previsto dalla legge. In cambio, però, avremmo dovuto rinunciare alle vie legali. Nessuno di noi ha accettato. Puntiamo al reintegro, anche se non siamo molto ottimisti. I tempi della giustizia in questi casi possono diventare anche molto lunghi e si possono verificare situazioni paradossali».

Anche da parte del sindacato è arrivata nei giorni scorsi la ferma convinzione ad andare “avanti per dimostrare l'infondatezza dei motivi addotti dalla Tecnogear” chiosa Sergio Guaitolini della Fiom. Una volta terminata la conciliazione obbligatoria, se non si troverà una soluzione condivisa, i licenziamenti diverranno effettivi e verranno impugnati.

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