«Così la Cgil resisterà ai tagli del Governo»
Il segretario provinciale assicura: «Nel sindacato nessun lavoratore a rischio» Secondo le stime, nella stangata minori trasferimenti per 450 mila euro
REGGIO EMILIA. La temuta stangata sui patronati decisa dal Governo con la Legge di Stabilità a Reggio si farà sentire pesantemente. Non ci sono in ballo solo i 240 mila euro in meno che l’Inca-Cgil incasserà rispetto ai 2,1 milioni di euro degli anni scorsi. Il conto è più salato. E le prime stime indicano che saranno circa 450 mila euro le minori entrate per i patronati che operano nel reggiano. Una situazione che preoccupa sindacati e associazioni di categoria, a cui vengono chieste quelle risposte che molti servizi dello Stato – e l’Inps è tra questi – non fornisce più. Anzi, in molti casi sono proprio l’Inps o i servizi sociali dei Comuni che inviano i cittadini a rivolgersi ai patronati. E ognuno di loro dovrà approntare contromisure adeguate.
«La Cgil – dice il segretario provinciale Guido Mora – con il bilancio approvato due mesi fa, ha già deciso di non arretrare nell’attività di servizio e di non ridurre né la presenza sul territorio, né il personale».
Come far fronte ai tagli?
«I dati dell’ultimo bilancio confermano che la Camera del lavoro di Reggio ha reagito alla crisi e ai tagli voluti dal governo ed è riuscita a mantenere un rapporto di qualità con gli associati. Il nostro sistema dei servizi, dal Patronato Inca a Teorema, ha svolto un ruolo preziosissimo, dando risposte a richieste di aiuto di chi non trova risposte in altri luoghi. I Comuni sono sempre più in difficoltà per la penuria di risorse, l’Inps e non solo chiude gli accessi al pubblico e la Camera del lavoro resta l’unico presidio sul territorio che mantiene questo livello di servizi e nel dare ascolto ai cittadini. Andremo avanti».
Quali scelte farete?
«Abbiamo resistito nonostante il calo delle risorse che coprono i servizi che eroghiamo. Ma nel 2016 siamo di fronte ad un attacco frontale, con un taglio di 15 milioni. Il gruppo dirigente della Cgil reggiana si è assunta il compito non facile di mantenere la struttura e le attività. Le risorse che verranno a mancare dovranno essere trovate attraverso risparmi in altri settori».
Il bilancio della Camera del lavoro, nonostante tutto, vi consente di resistere?
«Il nostro il compito è trovare le risorse necessarie per far sì che non si producano effetti negativi né sui nostri iscritti nè su coloro che si rivolgono a noi. La Cgil reggiana conferma la sua forza, con un calo dei lavoratori attivi dello 0.2%. Un risultato non scontato. Abbiamo gli stessi iscritti tra i lavoratori attivi del 2009-2010, ma nel frattempo il numero dei disoccupati è passato da 12 mila a 34 mila e la riduzione nei pensionati è stata dello 0.3%. Per questo nel presentare il bilancio ho parlato di una sostanziale tenuta di una Cgil, radicata sul territorio con una presenza consolidata nei luoghi di lavoro e in tutti i Comuni. Noi continueremo a esserci».
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