I No McDonald’s pronti al sabotaggio
L’infuocata assemblea sul fast food a Baragalla: «Siamo contrari alla violenza, non vorremmo arrivare a questo punto»
REGGIO EMILIA. Tenere alta l’attenzione mediatica, informare i residenti, fissare altre iniziative pubbliche, proporre una raccolta firme, riprendere il dialogo con l’amministrazione (gli assessori Tutino e Pratissoli si sono detti disponibili a ricevere una rappresentanza di cittadini già la prossima settimana) e, se tutto questo non dovesse bastare, a cantiere aperto realizzare azioni di boicottaggio come bloccare la rotonda di via Davide Ricardo o spargere letame sulla costruzione.
«Ma questa è l’estrema ratio, siamo contrari alla violenza», precisa Giuseppe Sacchini, anima storica del Comitato No McDonald’s di Baragalla, di fronte a chi trova l’idea discutibile.
Mercoledì sera, complici gli striscioni che hanno tappezzato il quartiere nei giorni precedenti e l’eco del braccio di ferro tra il Comitato e la multinazionale che qui intende aprire il terzo punto vendita di Reggio, la piccola sala della Casa Cantoniera vicino al ponte di S. Pellegrino conteneva a malapena tutte le persone accorse all’assemblea pubblica, circa una cinquantina, tanto che c'è chi è rimasto in piedi.
Una lotta, questa, che ebbe un prologo più di un anno fa, quando su iniziativa del comitato i proprietari confermarono pubblicamente le trattative in corso con McDonald’s per l’area dove sorgeva l’ex Kamp3000: la multinazionale, spaventata dal battage negativo, fece marcia indietro e parve rinunciare al progetto, almeno fino a quando non si fossero calmate le acque, salvo poi proseguire, si è scoperto in questi giorni in cui è tornata in auge anche la prima tranche del piano bretella.
E proprio la viabilità è stata uno dei temi principali della discussa assemblea. «Il problema non è McDonald’s, che è l’ultima goccia che fa traboccare il vaso in un quartiere inquinato, troppo trafficato e perennemente in coda: Baragalla non è in grado di assorbire altro traffico». Su questo intervento, e sulla necessità di realizzare mitigazioni tecniche e viabilistiche, hanno concordato tutti i presenti. Alcuni residenti hanno sottolineato che c’è una bella differenza tra un’attività commerciale diurna e un punto vendita aperto 24 ore su 24 e nel weekend («andrà a minare la tranquillità del quartiere»). Altri hanno messo invece l’accento sulla possibile svalutazione degli immobili («Gli appartamenti più vicini all’esercizio non varranno più niente, come è accaduto per gli altri punti vendita»), altri ancora hanno evidenziato lo stato di degrado di via Ardigò («Strada stretta, senza marciapiede e pericolosa per i pedoni, oltre ai numerosi furti sulle auto che si sono registrati»).
Ma a tenere banco è stata la consapevolezza che, nonostante il Pd si sia schierato a favore del Comitato e nonostante gli approfondimenti aggiuntivi voluti dall’amministrazione, il Comune è impotente davanti a un accordo tra privati. Lo hanno sottolineato tutti i rappresentanti politici presenti, da Lucia Lusenti (Sel) a Giorgio Campioli e Dario de Lucia (Pd) fino a Ivan Cantamessi (M5S), che ha sintetizzato: «Mi spiace dare ragione al Pd, ma se McDonald’s vuole realizzare quest’attività lo farà. Si tratta di un accordo tra privati su un’area già destinata al commercio: il Comune non può impedirlo, perché se si oppone e la controparte ha le carte in regole, basterebbe un ricorso e in sede giudiziaria non ci sarebbe storia. Quello che può fare il comitato, vale a dire clamore mediatico e resistenza attiva, è l’unica via: dovete fare da soli».
Un duro dato di fatto di cui il comitato è consapevole. «Sì, siamo soli – replica a fine seduta Sacchini accanto a Cosimo Pederzoli di Sel, a sua volta esponente del comitato – l’unica cosa che possiamo fare è esprimere la contrarietà del quartiere, scoraggiare l’eventuale clientela e fare pressione affinché McDonald's rinunci. E lo faremo».
Non è mancato nemmeno l’incoraggiamento di Tonino Paroli, ex residente di Baragalla: «Cos’è la legge? Non è fissa e unica, la legge è la versione giuridica dei rapporti sociali e di forza. Spetta a voi agire». (a.p.)
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