La decisione della “torre” «Non paghiamo l’acqua»
I debiti sono stati accumulati per far fronte alle spese del riscaldamento L’amministratore: «Nel 2015 inevasi 130 mila euro, ma la coperta è troppo corta»
REGGIO EMILIA. «I distacchi dell'acqua paventati ora sono strettamente collegati all'affaire riscaldamento. Sull'acqua ai primi di agosto dell'anno scorso abbiamo pagato 21.500 euro, pari a una annualità di vecchie fatture pregresse, e da quel momento in poi, per scelta consapevole, ci siamo dedicati solo al riscaldamento, per evitare il distacco che poi è avvenuto comunque. Così sono rimaste inevase le bollette 2015: 130 mila euro. Succede, quando la coperta è troppo corta...». Marcello Badodi, amministratore condominiale di via Turri 47, la celebre "torre" (12 piani, 75 unità, 15 nazionalità diverse) – nonché dei civici 6, 8 e 10 di via Paradisi, dove per il debito acqua è molto più contenuto – riassume così il meccanismo del cane che si morde la coda.
Anche in via Turri 47, insieme alle sette palazzine gestite dall'amministratore Graziella Castiglioni, Iren ha proceduto in questi giorni al cassettaggio, cioè alle raccomandate inviate ai singoli condòmini, ultimo avviso prima di procedere alla riduzione della portata dell'acqua fredda. «Non valuto negativamente il cassettaggio, perché, pur essendo già stati informati di tutto, così i condòmini hanno preso coscienza di una realtà che forse hanno sottovalutato - commenta Badodi - e magari qualcuno in più si deciderà a pagare». Semmai, sull'acqua «abbiamo un problema maggiore delle altre palazzine, perché la torre è di 12 piani: c'è l'autoclave ma se manca una certa pressione chi abita all'ultimo piano rischia di metterci mezz'ora per riempire un bicchiere».
Ed è così che mercoledì un gruppo attivo di condomini si è autoconvocato («una decina, ma è il numero abituale di partecipazione») in una riunione informale per fare il punto di una situazione che, è risaputo, viene da lontano. «A mio avviso non c'è stata una mala gestio - spiega Badodi - ma un accumularsi di fattori. Oltre il 75% dei crediti del condominio è ormai inesigibile. Solo nel 2013 abbiamo conteggiato 39 mila euro di parcelle per avvocati, per azioni legali con le quali ottieni sempre ben poco. Non so se siano gli inquilini a non pagare o se i proprietari si siano stufati di pagare per loro, o entrambe le cose: è difficile generalizzare. Di sicuro molti vivono alle spalle di altri: noi abbiamo scoperto un inquilino abusivo che ha subaffittato a un terzo che paga regolarmente. Un vaso di pandora incredibile». Nel corso della riunione, l'amministratore ha dichiarato che sull'acqua andrà a proporre a Iren un piano di rientro, per vedere quali prospettive di dilazione si aprono, poi riferirà ai condòmini in un'altra assemblea. «Io mi adopererò per arrivare a una soluzione, ma decide l'assemblea, e un piano di rientro significa inevitabilmente gravare di altre spese gli incolpevoli - prosegue Badodi - . Per il riscaldamento, alla fine l'assemblea aveva deciso di non accettare l'accordo e il servizio è stato staccato. Ma in quel caso il problema era risolvibile tecnicamente. Per l'acqua, con 10 mila euro si potrebbe fare un pozzo con tanto di addolcitore, ma è chiaro che rimarrebbe da saldare a Iren il pregresso».
A proposito di pregresso: per quanto riguarda il riscaldamento, mentre le sparute palazzine che accettarono la rateizzazione dei debiti continuano a versare una media di 15 euro al mese per utenza, alla "torre" siamo oltre. A dicembre scorso era arrivata una diffida per vecchie fatture non saldate superiore ai 200 mila euro: ora, a contatori staccati, anche intraprendendo un percorso legale, la possibilità di Iren di rivedere quella somma è pressoché pari a zero. Per il futuro, tuttavia, Badodi è ottimista. «Nel giro di due anni saranno completate le vendite all'asta volute dalle banche e a quel punto riusciremo almeno a fermare il debito. La barca si raddrizzerà... se non sarà affondata».
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