La lirica fa sold out quando a teatro ci sono gli studenti
Cinque repliche e 5.000 presenze tra ieri e oggi al Valli per il progetto “Opera domani”. I bambini delle primarie attori e spettatori di “Turandot”
REGGIO EMILIA Quando la lirica richiama tanti giovani con numeri da stadio. Di questi tempi capita assai raramente, eppure quando a teatro c'è “Opera domani”, le cifre lievitano. Il progetto mirato a creare una proposta educativa dedicata al melodramma per gli studenti delle scuole elementari e medie per introdurli all'enorme e ricco patrimonio dell'opera che fa capo all'Aslico, presenta quest'anno “Turandot” di Puccini, per l'occasione sottotitolata “principessa falena".
Le repliche al Valli (tra le tre di ieri e le due di oggi) alla fine saranno cinque per un totale di 5.000 presenze tra genitori e ragazzi.
Ma per far capire il grado di interesse e il desiderio di partecipazione da parte delle scuole, è sufficiente un piccolo particolare: la difficoltà, per le troppe richieste, di assicurarsi la partecipazione attraverso la specifica prenotazione online. Infatti come capita per le proposte più ghiotte, si esauriscono in pochi minuti.
«Quest'anno per essere sicura di poter partecipare con i miei 100 ragazzi di Reggiolo - ci dice la docente di musica Cristina Casari - mi sono collegata con il sito alle 24.05, e così ce l'ho fatta; l'anno scorso ho tardato mezz'ora e sono rimasta esclusa».
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.13020967:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/02/25/fotogalleria/gli-studenti-reggiani-cantando-la-turandot-a-teatro-1.13020967]]
Il progetto è molto amato perché interdisciplinare ed estremamente coinvolgente: lo si vede dai volti dei bambini, dalla soddisfazione di prendere parte attiva ad un spettacolo, cantando alcuni momenti corali o mostrando gli oggetti fabbricati perché simboli della storia che quest'anno alludeva al mondo degli insetti. Per questo, tutti i bambini delle elementari indossavano delle “antenne” e mentre accompagnano il "Nessun dorma" esibivano una torcia fatta a lucciola.
«Siamo partiti nel '96 con l'intento, da parte degli ideatori, Carlo Delfrati e Barbara Minghetti, di portare la lirica a giovanissimi cercando a colmare il gap culturale tra i nonni che la cantavano normalmente e l'opinione diffusa ai nostri giorni secondo la quale l'opera sia noiosa - spiega Michela Mannari responsabile del progetto -. La parte vincente di questa esperienza è proprio il percorso didattico che si compie in precedenza sulla musica, sul testo attraverso giochi, ricerche, creazione di oggetti».
«L'opportunità fornita da questo progetto di avvicinamento all'opera è molto grande: lo noto dal fatto che mio figlio a casa canta le arie come se fossero le canzoni che vanno di moda» commenta Filippo Chieli, genitore, atelierista delle scuole d'infanzia e musicista. «Oltre all'entusiasmo per far parte di questo spettacolo, si deve considerare l'opportunità di venire per la prima volta al Municipale o di vedere un'orchestra da vivo», spiega Giuseppina Poli, docente della scuola media Fontanesi.
«Aderiamo al progetto dal Don Giovanni di qualche anno fa - spiega Claudia Bugli delle elementari di Sant'Agostino-. Il lavoro mi permette di impostare la voce ai ragazzi». «Noi della D'Aosta abbiamo portato sette classi supportati da un'adesione massiccia dei genitori - commenta Annamaria Bagni -. Sono molto contenti del lavoro svolto di tipo interdisciplinare, avendo coinvolto lettere, scienze tecnologia passando, naturalmente, per la musica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
