Ztl e aree pedonali, a Reggio Emilia è il trionfo del caos
Tour in una mattina di mercato in attesa dell’annunciato giro di vite su permessi e zone off limits
REGGIO EMILIA. In attesa della rivoluzione che porterà a un ampliamento dell’area pedonale in centro storico bastano un paio d’ore a spasso per la città per rendersi conto che la strada più difficile da percorrere per gli automobilisti resta ancora quella del rispetto delle regole e dell’educazione.
A dominare è il parcheggio selvaggio e sotto gli occhi di tutti il troppo frequente transito dei mezzi in aree pedonali. È stato così anche ieri, nonostante il giorno di mercato e, per questo, con limitazioni ancora più stringenti.
Il nostro tour è iniziato intorno alle 12, quando nel parcheggio Aci di via Nacchi a disposizione c’erano ancora alcuni posti. Situazione tranquilla, viene da pensare. Eppure basta svoltare l’angolo in via Sessi per trovare un’auto parcheggiata davanti a un passo carraio – altre ce ne saranno in via Toschi e in via Porta Brennone – e un’altra per metà fuori dalle righe bianche e proprio in prossimità dell’incrocio. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13026322:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13026322:1649475648/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Tagliando per via Roma salta all’occhio un parcheggio azzardato in piazza Scapinelli, in prossimità dell’ingresso di un negozio: nonostante il permesso per i portatori d’handicap consentirebbe di sostare regolarmente poco più in là, nelle aree di sosta previste.
Attraversiamo senza grosse sorprese la via Emilia e percorriamo via Navona; in via Guidelli un’altra auto, con regolare permesso, è ferma tra le fioriere davanti all’ingresso di un negozio. La “comodità” pare essere l’unica regola.
Facciamo un tratto di via Toschi e in via Prevostura ci si presenta un’intera fila di auto posteggiate nel senso di marcia opposto a l’unico previsto per quella stretta strada che si affaccia su una piazza dei Leoni ancora animata dal mercato. Ci dirigiamo verso piazza Prampolini proseguendo per via Toschi; nei pressi di via del Carbone incrociamo la prima (e unica della mattinata) coppia di agendi della municipale: sono in bicicletta. Non hanno fatto ancora nessuna multa.
Tagliamo per via Farini e all’altezza della biblioteca Panizzi giriamo per via Squadroni: qui diverse auto sono parcheggiate addirittura a ridosso della chiesa, fino a incastrarsi tra un pilone di cemento e l’altro quasi che la presenza di questi manufatti giustifichi il parcheggio a dir poco approssimativo – la stessa cosa accade poco più in là in fondo a via Ponte Besolario. In via Malta uno dei tanti casi di aree di sosta adibite al carico e scarico occupata da un’auto non certo usata per il trasporto merci. Torniamo verso Corso Garibaldi, l’unica via di passaggio consentito della città. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13026321:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13026321:1649475648/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
In piazzale Roversi auto parcheggiate negli stalli dei taxi e addirittura sopra il marciapede vicino alla galleria d’arte.
Poco più in là, davanti al supermercato Coop, un grosso tir è costretto a scaricare la merce davanti alla fermata dell’autobus: due auto hanno occupato le vicine aree per lo scarico merci. L’autobus arriva ed è costretto a fare scendere i passeggeri all’altezza delle strisce pedonali. Il traffico si blocca all’arrivo del bus in transito in direzione opposta. [[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.13026319:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13026319:1649475648/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Troviamo altre macchine fuori dagli spazi consentiti in piazza Andrea Costa e in via Migliorati, dove un’automobilista con già una multa sul cruscotto arriva, parcheggia e se ne va. Ma è in piazza San Giovanni e in via Vittorio Veneto che si arriva alla comicità: nella prima un’auto espone un cartello artigianale “Sto scaricando merce”; nell’altra invece il nastro bicolore per la rimozione forzata finisce per “incartare” una monovolume in sosta all’ingresso del museo diocesano.
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