«Finite i lavori alla Rocca, o la struttura si degraderà»
Villa Minozzo: l’appello di Corsi al Comune per la ripresa del restauro, ormai improrogabile
VILLA MINOZZO. Se davvero ci sarà una rinnovata attenzione per la tutela e la valorizzazione dei castelli reggiani, non si dimentichi la Rocca di Minozzo. La richiesta viene avanzata da Alberto Corsi, la cui famiglia da tanti anni si spende per ottenere ulteriori lavori di scavo e consolidamento al più antico monumento del territorio villaminozzese.
«Tempestivi ed adeguati – dice Corsi – sono stati gli interventi rispetto ai guai emersi attorno al castello di Canossa, con la garanzia di fondi per il prolungamento della sua gestione fino all’estate prossima e per la messa in sicurezza del castello stesso e della zona, dopo le lamentele per la chiusura a dicembre del castello delle Carpinete e della pieve di San Vitale.
"Fatte salve le dovute proporzioni e differenze per l’importanza dei Castelli Matildici, ci sono però leciti dubbi per possibili guai in un futuro più che prossimo, per la Rocca di Minozzo, costituiti da un inevitabile degrado dei muri e dei pavimenti delle stanze riscoperte sulla sua sommità, se non sarà effettuata a breve una loro protezione dagli agenti atmosferici.
"In alcune di queste stanze, opportunamente riparate da idonea copertura, era inoltre previsto un progetto museale finalizzato ad un percorso didattico. Manca infine l’analisi archeologica con l’annesso recupero architettonico di un buon terzo dell’antico torrione: per il suo fronte nord ed in parte per quello ovest».
E conclude Corsi: «Sono trascorsi ormai due anni e mezzo dal termine dell’ultimo stralcio d’intervento e, con buona ragione, cresce il timore per una sospensione definitiva delle opere connesse al recupero e rimaste irrealizzate. Soltanto una rinnovata volontà del Comune per concretizzare tutto quanto è stato sospeso potrà vedere un definitivo recupero della Rocca di Minozzo». (l.t.)
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