«Intercettazioni trascritte in modo errato»
«Le accuse si fondano su intercettazioni telefoniche il cui contenuto è stato trascritto male o palesemente interpretato male». Per questo ieri mattina l’avvocato Carmen Pisanello, che assiste nel...
«Le accuse si fondano su intercettazioni telefoniche il cui contenuto è stato trascritto male o palesemente interpretato male». Per questo ieri mattina l’avvocato Carmen Pisanello, che assiste nel processo Aemilia con rito abbreviato a Bologna Giuseppe Richichi, ha chiesto che fossero ascoltate in aula due intercettazioni. «Nel capo d’imputazione si parla di amianto abbandonato al suolo ma ascoltando l’intercettazione emerge che la parola amianto non è mai stata usata ma al contrario si parla di pavimenti». Per Richichi il pm ha chiesto 16 anni, contestando anche l’associazione mafiosa, in quanto ritenuto al servizio di Michele Bolognino. L’avvocato Pisanello ha sostenuto che il suo assistito non ha dato alcun apporto. Il legale ha chiesto l’assoluzione e il minimo della pena per l’accusa di spaccio di hashish, reato che comunque non ha nulla a che vedere con le attività della cosca.
In aula ha parlato anche l’avvocato Giuseppe Belvedere, che tutela Giovanni Procopio, per il quale sono stati chiesti 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Le accuse si fondano su un episodio, una «pressione psicologica ai danni di una parte lesa». L’avvocato ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non ha rilevanza e perché non c’è alcun elemento che avvicini l’imputato alla cosca.
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