Gazzetta di Reggio

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Tentata concussione, medici a processo

di Jacopo Della Porta
Tentata concussione, medici a processo

Due dipendenti della Medicina del lavoro avrebbero fatto pressioni su due dottori perché rilasciassero certificati di malattia

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REGGIO EMILIA. Due dottoresse del Servizio prevenzione e salute ambienti di lavoro dell’Ausl sono state rinviate a giudizio con l’accusa di tentata concussione e abuso d'ufficio, tutti reati commessi in concorso. Le imputate sono Marinella Martinelli e Loredana Guidi. Secondo le accuse avrebbero fatto pressione su due medici, tutelati dall’avvocato Roberto Sutich, affinché rilasciassero a dei lavoratori attestati utili per il riconoscimento della malattia professionale.

Le indagini, condotte dal procuratore capo Giorgio Grandinetti sono scaturite dalla denuncia presentata dall’associazione industriali di Reggio quando era guidata da Stefano Landi. L’esposto arrivò a seguito di malumori e segnalazioni che erano precedenti i casi contestati e di cui si parlerà nel corso del dibattimento, che inizierà il 6 aprile.

Il rinvio a giudizio è arrivato dopo una discussione di quattro ore davanti al gup Giovanni Ghini, dove hanno preso la parola anche i difensori delle imputate, i legali Andrea Davoli, per la Guidi, e Antonio Petroncini e Valentina Di Loreto per la Martinelli.

I medici che sarebbero stati fatti oggetto di pressioni indebite sono Gianluca Lasagni, competente alle Arti Grafiche Reggiane & Lai spa di Cavriago e Pietro Grazioli competente per la Smeg di Guastalla. I due professionisti lavorano per la “Check-Up Service”, società attiva dai primi anni ‘80 che offre alle imprese (al momento 700) servizi integrati in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Il primo caso contestato, quello che riguarda Lasagni, è avvenuto nel 2012, in un periodo compreso tra l’inizio dell’anno e luglio. La Martinelli, assegnata all’Area territoriale nord, con sede a Correggio e Loredana Guidi, dell’Area sud, sede a Montecchio, avrebbero esercitato ripetute pressioni e intimidazioni nei confronti di Lasagni, affinchè rilasciasse certificati di malattia professionale in favore di cinque dipendenti dell’azienda di Cavriago. Il medico aziendale non ha cambiato idea e per questo ha subito pressioni di vario genere, compresa una minaccia di denuncia alla procura. La Guidi ha convocato il medico e all’incontro che si tenne l’8 febbraio 2012 la Martinelli contestò a Lasagni la violazione dei suoi doveri professionali, invitandolo poi a sottoscrivere un verbale con le sue dichiarazioni, «senza alcuna garanzia». Di fronte al rifiuto di Lasagni di firmare questo verbale, tra l’altro senza la presenza di un legale, le due dottoresse hanno messo per iscritto delle contestazioni. Le dottoresse devono rispondere di abuso d’ufficio in concorso perché «con chiaro intento ritorsivo» dovuto al fatto che Lasagni non aveva accolto le loro richieste, hanno attribuito al medico l’omesso inoltro agli organi competenti della denuncia di malattia professionale. Per estinguere quell’episodio dal punto di vista penale il dottore ha poi sborsato 645 euro. La sola Martinelli deve rispondere di un altro episodio, commeso ai danni del dottor Grazioli, nell’estate 2013 a Reggio e Guastalla. In questo caso l’imputata, secondo le accuse, voleva costringere il medico a rilasciare un certificato a favore di una lavoratrice della Smeg.

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