«Esclusi dall’accordo? Non l’accettiamo»
Il sindaco Zurlini sorpreso dalle decisione di Legacoop: «La Regione non ci ha ancora convocato dopo l’ultimo confronto»
SAN MARTINO IN RIO. Lo stabilimento Cormo non deve chiudere. Questa la premessa da cui muove Oreste Zurlini per difendere i lavoratori della cooperativa di infissi, un gioiello produttivo che sarebbe in grado di rifornire tutto il comparto dei serramenti a livello regionale. Non demorde il primo cittadino, dopo la manifestazione che si è svolta venerdì al Centro Malaguzzi a Reggio, durante il convegno Legacoop. Qui i lavoratori Cormo hanno espresso tutto il loro disappunto e senso di abbandono nei confronti di Legacoop territoriale, inscenando un funerale con tanto di bara davanti all’ingresso del Malaguzzi.
Zurlini, pensa che la manifestazione di venerdì servirà a dare una svolta agli eventi?
«Di certo è stata molto motivata e compatta. I lavoratori continuano a manifestare il loro punto di vista in modo coerente con le assemblee che si sono svolte finora. Mi ha fatto piacere, inoltre, vedere solidarietà provenire da tutte le istituzioni».
Lei quindi spera che non sia stato un funerale quello di ieri?
«Io spero in una rinascita della Cormo. Non voglio nemmeno pensare ad una prospettiva contraria. Hanno fatto bene i lavoratori ad organizzare la protesta in questo modo, ma la partita è ancora aperta».
Vi hanno convocato in Regione, dopo l’ultimo tavolo di confronto dove avete appreso che il nuovo progetto ha tagliato fuori San Martino in Rio?
«Non ancora. Ma io mi auguro che i tempi lunghi servano per elaborare una soluzione che rispetti le regole che ci siamo dati all’inizio. L’ultimo documento di cui siamo firmatari parla di mantenere in funzione tutti e tre gli stabilimenti produttivi. Certo, era prevista riduzione del personale, ma non è mai stata messa in discussione la continuazione dell’attività sul territorio».
Lei è riuscito a trovare una risposta al fatto che lo stabilimento Cormo è stato escluso dal processo di riorganizzazione?
«No. Questo rimane inspiegabile. La Cormo è un gioiello produttivo di altissimo livello e non posso credere che sia stato escluso. Quella notizia è piovuta su di noi come un fulmine a ciel sereno e non ce ne sappiamo capacitare. Né, tantomeno l’abbiamo accettata. Quando ci è stato comunicato ci siamo ribellati fortemente a quanto ci hanno detto. La Cormo potrebbe avere una pesante ricaduta sociale sul territorio: più di duecento famiglie senza lavoro, molte delle quali residenti a San Martino in Rio o nei comuni vicini».
Il Comune è in grado di fornire supporto alle famiglie dei lavoratori e si sta attrezzando in questo senso?
«Noi non abbiamo strumenti legislativi, il tavolo di confronto si svolge a livello regionale e provinciale. È prematuro, poi, parlare di misure sociali per assistere i lavoratori. Per ora sono ancora coperti da ammortizzatori sociali. Di certo, però, non smetteremo mai di essere al loro fianco e di tentare tutto il possibile per salvare la Cormo».
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