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Fabbrico si ferma e omaggia i suoi martiri

Fabbrico si ferma e omaggia i suoi martiri

Anniversario della battaglia partigiana. Contro-cerimonia del Centro studi Italia e dei combattenti Rsi

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FABBRICO. È stato celebrato il 71° anniversario della Battaglia Partigiana avvenuta a Fabbrico tra il 26 e 27 febbraio 1945. E come accade ogni anno, l’evento è stato commemorato anche da una delegazione del Centro studi Italia e dell’Unione Combattenti della Rsi che si sono radunati davanti a Villa Ferretti, con la loro bandiera e che sono limitati a cantare a squarciagola l’inno di Mameli, sotto lo sguardo attento di carabinieri, polizia, uomini della Questura e della Digos.

La manifestazione è iniziata con la lettura da parte di alcuni bambini della scuola primaria e secondaria di Fabbrico, di alcuni pensieri dedicati ai partigiani caduti, davanti al monumento di piazza Vittorio Veneto.

Da qui è partito un lungo corteo che ha raggiunto l’altro monumento ai caduti, situato in via Pozzi, poco fuori dal paese, dove è stata deposta una corona di fiori. Sono stati circa una quarantina i sindaci, assessori, consiglieri comunali delegati, arrivati a Fabbrico, dall’intera provincia reggiana.

Numerose anche le delegazioni Anpi. Presenti anche i rappresentanti dell’istituto Cervi. Il corteo era preceduto dalla banda de “I 101 di Fabbrico” e dagli agenti delle polizia municipali sia dell’Unione che della Pianura reggiana con i labari dei rispettivi Comuni reggiani, modenesi, bolognesi e mantovani che hanno preso parte alla commemorazione.

Davanti al municipio, in via Roma, ci sono stati gli interventi conclusivi del sindaco di Fabbrico Maurizio Terzi, del presidente della Provincia di Reggio Giammaria Manghi e del sindaco di Udine Furio Honsell. Terzi ha ricordato l’impegno dei ragazzi delle scuole, la consegna del riconoscimento ai partigiani ancora in vita e le staffette che hanno contribuito alla lotta di Liberazione. «I partigiani hanno cambiato il Paese e noi oggi dobbiamo cambiare questo paese affrontando non le sfide del futuro ma del presente. Non possiamo fermarci perché significherebbe lasciare spazio a coloro che non seguono gli ideali della Resistenza».

A seguire l’intervento del presidente Manghi: «Dobbiamo continuare a ricordare che ci fu una parte “giusta” e una parte “sbagliata”. È necessario tenere ferma la barra su chi ha combattuto per la libertà e la democrazia, sacrificando anche la vita, e chi ha combattuto per altri motivi».

Infine il lungo e appassionato intervento di Honsell, sindaco di Udine, applauditissimo, che ha spaziato dai valori della Resistenza ai migranti, all’Europa, fino ad un accenno al dibattito sulle unioni civili. Alla mensa “Falcone” si è svolto il pranzo della Resistenza. In serata lo spettacolo al teatro “Pedrazzoli”. (m.p.)

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