Ndrangheta, anche Maria Sergio è sotto vigilanza
La moglie del sindaco Vecchi scortata dalla polizia municipale nel suo lavoro presso il Comune di Modena, dove la Lega Nord fa polemica
MODENA. Non si può chiamare scorta ma di fatto lo è. Da circa un mese tutti i movimenti di Maria Sergio, dirigente responsabile del settore urbanistico del Comune di Modena, nonché moglie del sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, sono seguiti da due ombre.
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Si tratta degli uomini del nucleo degli agenti in borghese della polizia Municipale, uomini formati per operazioni in incognito e anche per questo tipo di servizi (assicurano dal Comune) che hanno ricevuto l’incarico dal prefetto di Modena Michele Di Bari, previo accordi con il comandante della polizia municipale Franco Chiari, di svolgere funzioni di vigilanza “preventiva” nei confronti della signora Sergio.
Non una scorta con tutti i crismi, ma un livello di attenzione un gradino più sotto. All’origine della decisione la lettera giunta nelle scorse settimane a Luca Vecchi da parte di Pasquale Brescia, uno degli arrestati nell’ambito dell’operazione Aemilia. Brescia attualmente è detenuto in carcere: è per mano del suo avvocato che la missiva era stata consegnata alla redazione del Resto del Carlino.
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Lettera che, viste le circostanze i contenuti e il mittente, ha spinto il prefetto di Reggio Emilia a far scattare una sorveglianza analoga, anche nei confronti del sindaco di Reggio. Una «vigilanza generica»: nei suoi spostamenti Luca Vecchi viene tuttora accompagnato da una persona, un agente della polizia municipale, che vigila sulla sua sicurezza. La stessa identica cosa è stata immediatamente pensata e disposta a Modena per Maria Sergio. Il prefetto di Reggio Ruberto ha infatti contattato il suo collega di Modena facendogli presente il problema.
Quindi ogni giornata lavorativa, al suo arrivo a Modena, Sergio viene “presa in custodia” dai due agenti della municipale che oltre a seguirla stazionano in zona via Santi (dove si trova il suo ufficio) fin tanto che lei è lì presente. Se si deve spostare i due agenti, come un’ombra, la seguono.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.12880116:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/02/02/fotogalleria/ndrangheta-il-sindaco-di-reggio-emilia-luca-vecchi-denuncia-un-uomo-del-clan-1.12880116]] Questa funzione inedita - a Modena - della Polizia Municipale è stata notata con stupore nei corridoi comunali, tanto che la “segnalazione” di questa insolita presenta è arrivata alla Lega Nord. Due suoi esponenti, Luca Bagnoli e Stefano Soranna, senza ufficialmente conoscere il motivo della presenza degli agenti in borghese in via Santi si sono posti una serie di interrogativi. Chiedendo - con una nota - all’amministrazione comunale di spiegare la loro funzione.
«Sono incaricati di monitorare l’area dopo i fatti di degrado e violenza degli ultimi tempi? - si chiedono - Sono arrivati per altri scopi? Svolgono vigilanza per l’incolumità di qualche persona? Se così fosse, non siamo di dronte a un utilizzo anomalodella polizia municipale?»
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