«Ora il Pd cambierà idea anche sul fine vita?»
REGGIO EMILIA. Tra i relatori dell’incontro “A chi appartiene la nostra vita in vista dell’imminente calendarizzazione della proposta di legge su testamento biologico ed eutanasia, la senatrice Maria...
REGGIO EMILIA. Tra i relatori dell’incontro “A chi appartiene la nostra vita in vista dell’imminente calendarizzazione della proposta di legge su testamento biologico ed eutanasia, la senatrice Maria Mussini, vicepresidente del Gruppo Misto, ha inquadrato il tema prendendo le mosse dalla legge sulle unioni civili, di cui ha seguito da vicino tutto il percorso in qualità di membro della Commissione giustizia: «Il dilaniante iter del ddl Cirinnà - ha detto la parlamentare reggiana intervenendo al convegno - ci ha appena fatto toccare con mano come l’interferenza tra rappresentanza e fede individuale porti a manipolazioni strumentali e a distorsioni che rendono la legge opaca, contraddittoria e di difficile interpretazione, mentre il compito del legislatore è trovare una mediazione vera che si traduca in una normativa chiara e utilizzabile». Mussini sottolinea i rischi incombenti su questo dibattito: «Il disegno unitario e organico di cui necessiterebbe la normativa sul fine vita pare in contrasto con l’impostazione già delineata in sede parlamentare». Chiosa infatti la senatrice: «Alla Camera hanno già messo le mani avanti spacchettando il provvedimento: il tema del ‘consenso informato e libertà di cura’ viene trattato dal mese di febbraio in Commissione sanità, l’eutanasia sarà discussa invece separatamente con la Commissione giustizia. Sostanzialmente, si preferisce immaginare che le due cose non siano collegate. La maggioranza ha di nuovo paura dei voti segreti?».
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