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Passata la paura, oggi riapre il “Secchi”

Passata la paura, oggi riapre il “Secchi”

Sabato i locali sono stati bonificati dopo la “fuga” di gas tossico. La preside: «Tutto sotto controllo»

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REGGIO EMILIA. «E’ tutto sotto controllo. La bonifica è stata fatta e domani (oggi ndr) la scuola sarà regolarmente aperta». La preside dell’Istituto Secchi, Maria Grazia Diana, tira un sospiro di sollievo per il pericolo scampato dopo l’allarme scattato sabato mattina al polo di via Makallè quando oltre 500 studenti (del Secchi e parte del Matilde di Canossa) oltre a insegnanti, tecnici e bidelli sono stati evacuati a causa del “fosfuro di calcio” uscito da un flacone dell’800 conservato nel museo dell’istituto. Sul posto i vigili del fuoco, i carabinieri, i tecnici dell’Arpa e quelli di Iren. Tutto per quel vasetto di vetro contenente fosfuro di calcio, un reagente chimico che a contatto con l’umidità libera in aria un gas altamente tossico e infiammabile. Quel vasetto è stato naturalmente portato via e ora, nel museo della chimica, resta comunque un prezioso patrimonio fatto di alambicchi, libri, attrezzature e sostanze del Regio Istituto Tecnico fondato a Reggio nel 1862. Un patrimonio ai più sconosciuto. «Purtroppo il nostro istituto - commenta la preside - è come un vaso di coccio in mezzo a tanti vasi d’acciaio... E anche per questo non siamo in grado, in questo momento, di aprire il museo al pubblico se non occasionalmente». Opportunità che forse potrà realizzarsi quando il Secchi, sarà trasferito nella nuova sede. Per il momento, non resta che tenere sotto controllo l’esistente. «Dopo ciò che è accaduto - spiega infatti Maria Grazia Diana - provvederemo a una revisione e a un controllo attento di quanto è ospitato dal museo. In quella stanza non sono ospitate altre sostanze rischiose, ma una revisione è il minimo che si possa fare». Ciò che è successo sabato mattina ha allarmato la preside? «Ero tranquilla - risponde sorridendo Diana -. L’unica paura è che durante l’evacuazione qualcuno si facesse prendere dal panico. Ma, fortunatamente, si sono comportati tutti in maniera irreprensibile».(c.c.)

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