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collagna, esposizione nel suo paese

Torna lo scultore Remo Belletti dopo 26 anni di mostre nel mondo

Torna lo scultore Remo Belletti dopo 26 anni di mostre nel mondo

COLLAGNA. Ventisei anni di lavoro fra legni e pietre, all’insegna della scultura. Nei giorni scorsi all’”atelier senza parenti” è stata inaugurata "Dai legni e dalle pietre", una esposizione delle...

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COLLAGNA. Ventisei anni di lavoro fra legni e pietre, all’insegna della scultura. Nei giorni scorsi all’”atelier senza parenti” è stata inaugurata "Dai legni e dalle pietre", una esposizione delle opere dello scultore Remo Belletti, viaggiatore e artista che ha molto lavorato all’estero e che ora torna a casa, 26 anni dopo la sua prima mostra a Castelnovo Monti. Il lavoro può contare anche sull’introduzione di un celebre abitante della zona, Giovanni Lindo Ferretti, da molti anni tornato a vivere nella Cerreto Alpi dove è nato. «"Dai legni e dalle pietre 2016" non è una mostra in senso classico, è il mio luogo di lavoro che si apre per un po' di tempo dove saranno esposte alcune opere recenti», spiega Belletti. Un resoconto di «martelli e scalpelli nella valigia e un transumare seguendo le vie della scultura. La scultura mi ha portato in luoghi che non avrei mai raggiunto senza seguirla, dove non avrei mai immaginato scolpire e creare». Un cammino lungo, che ora si chiude nel ritorno a casa, segnato da vittorie in selezioni internazionali e da eredità itineranti: «Ho lasciato 20 opere d'arte pubblica, opere monumentali in piazze, edifici pubblici, siti storici, città e paesi dal Nord Europa al Sud Est asiatico, in Italia, dalle Alpi alla Sicilia, in quasi tutti i paesi europei, in Siria, Vietnam, Taiwan, talvolta come unico rappresentante della scultura italiana», dice Belletti. «Era il 1989 – ricorda invece Giovanni Lindo Ferretti – a Castelnovo, quando con lo stesso titolo esponeva le sue prime opere. Come è lontano quel tempo! Remo è uno scultore, autodidatta, di ingegno e capacità. Capacità di vedere dentro il legno; cosa nasconde una pietra; capacità di far fiorire una visione. Un ingegno nutrito da una dedizione totale e gratificato dalla arrendevolezza con cui la materia gli si concede. Dovrebbe essere un patrimonio da tutelare e il suo atelier senza pareti: portico aperto sulla valle del Secchia, un luogo di incontro, di conversazione, di interesse». (adr.ar.)

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