Vecchi scuolabus addio, mancano i soldi
Per i Comuni diventa impossibile pagare un dipendente ad hoc, si va verso bandi distrettuali unici per più territori
REGGIO EMILIA. Il vecchio e caro scuolabus, quello giallo carico di bimbi chiassosi che salutano con la manina, è destinato a scomparire. E' quanto emerge da una ricognizione del trasporto scolastico reggiano, un puzzle variegatissimo. La legge obbliga i Comuni a garantire il servizio fino alla scuola dell'obbligo, ma ogni municipio fa da sé, in base a consuetudini e scelte pratiche legate alla richiesta estemporanea, mentre i primi passi dei bandi unificati a livello distrettuale faticano a imporsi e non sempre danno il risultato sperato, com'è accaduto nella zona ceramiche con l’Autoservizi Meridionali.
La maggior parte dei 45 Comuni reggiani si avvalgono di Til (sono soci Comune, provincia, Farmacie Riunite, Seta); in provincia Til si prende metà della fetta, oltre a svolgere il servizio a Reggio, dove il trasporto scolastico costituisce il 60-65% delle entrate. Si avvalgono di Til, tramite bandi variabili per durata e importo, la maggior parte degli enti locali di maggiori dimensioni: singoli municipi come Correggio (25 mila abitanti, dove Til vinse una gara europea 4-5 anni fa per l'appalto di tutte le scuole pre-scolari e dell'obbligo, 98 mila km annui) e Castelnovo Monti («da molti anni abbiamo questa società, della quale siamo contenti», chiosa il sindaco Enrico Bini) e tutti gli otto Comuni dell'Unione Bassa Reggiana, l'unica a gestire abitualmente il servizio in modo unificato tramite l'Asbr (Guastalla, Gualtieri, Boretto, Brescello, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo).
Altri Comuni rimangono fedeli ad autotrasportatori locali spesso sinonimo di soddisfazione e affidabilità: è il caso di Montecchio, che da anni si avvale della Aguzzoli Autoservizi, di Cavriago, dove dal lontano 2005 opera la ditta Autoservizi Fontana Srl di Barcaccia, di Sant'Ilario e Campegine, uniti nell'affidarsi da tempo ad un consorzio di localeguidato dalla Autoservizi Azzimondi. C'è chi approfitta della scadenza dell'appalto per unire l'obbligo di legge all'opera sociale: è il caso di Rio Saliceto, dove, «viste le richieste esigue dal punto di vista numerico, abbiamo fatto un bando con voucher affidando il trasporto pubblico pre-scolare e primario a una ragazza disoccupata di Rio Saliceto», afferma il sindaco Lucio Malavasi. Infine, si contano sulle dita di una mano i Comuni, per lo più di piccole dimensioni, dove lo scuolabus è ancora guidato da un dipendente municipale: come a Luzzara per una frazione del servizio, e il dipendente il questione è prossimo alla pensione. «Gli scuolabus tradizionali, guidati da un dipendente comunale, sono ormai insostenibili, perché con il blocco del turn over e i bilanci sempre più risicati basta che l'autista vada in pensione e il Comune non è più in grado di sostituirlo», sottolinea Alberto Vaccari, sindaco di Casalgrande nonché presidente dell'Unione Tresinaro Secchia, che difende la scelta del bando unico distrettuale, il migliore almeno sulla carta. «Nella zona ceramica - prosegue Vaccari - dove ora fa scalpore il caso Autoservizi Meridionali, avremmo avuto sei uffici tecnici che lavoravano allo stesso bando, con notevole dispendio di tempo e risorse umane. Invece abbiamo scelto di farne uno unico, gestito da Scandiano e basato sull'offerta economicamente più vantaggiosa (non il massimo ribasso) e diviso per "lotti": poteva vincere un'impresa diversa in ogni Comune. E così è stato: Am ha vinto a Scandiano, Rubiera e Viano, non a Casalgrande, dove è risultato primo Til, né a Castellarano e Baiso, dove ha vinto un consorzio di diversi autotrasportatori locali della montagna reggiana. Questo tipo di bando consente anche ai piccoli di unirsi ed essere competitivi». I controlli post gara? «C'è la documentazione necessaria, la certificazione antimafia, la verifica delle forze dell'ordine e anche quella dei semplici cittadini, che devono segnalare se c'è qualcosa che non va».
I bandi distrettuali sono il futuro, quindi, ma si scontrano con alcuni problemi. «Per realizzare un bando distrettuale occorre che gli appalti in essere siano in scadenza in contemporanea in più Comuni, cosa che raramente accade - spiega Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio - ad esempio il nostro appalto per il servizio di trasporto scolastico scadrà il 31 luglio 2016 e rifaremo la gara da soli perché da una verifica con gli altri Comuni dell'Unione Pianura Reggiana non abbiamo trovato nessuno che abbia la nostra tempistica».
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