Gazzetta di Reggio

Reggio

Ex Cormo, ora la trattativa si sposta in Provincia

di Serena Arbizzi
Ex Cormo, ora la trattativa si sposta in Provincia

Domani alle 13 a Palazzo Allende la delegazione di operai e sindacati incontrerà il presidente Manghi e i sindaci di San Martino in Rio e Reggio

2 MINUTI DI LETTURA





SAN MARTINO IN RIO. Non si arrendono i lavoratori della Cormo, la cooperativa che da oltre un anno si è trasformata in Open.Co dopo la fusione con la modenese Coop Legno. A seguito della protesta “funebre” messa in atto venerdì scorso davanti al centro Malaguzzi di Reggio, dove era in atto un importante convegno di Legacoop, le contestazioni vanno avanti: sindacati, soci e addetti della cooperativa porteranno tutto il loro “malumore” in Provincia.

Domani, infatti, si svolgerà un vertice tra le parti che potrebbe costituire una svolta rispetto al modo in cui verrà affrontata in futuro la vicenda della cooperativa di serramenti. «Il presidio di venerdì e gli incontri che abbiamo avuto durante quella giornata hanno portato i loro frutti – spiega Rudi Zaniboni, sindacalista della Cgil – abbiamo ottenuto un appuntamento per domani alle 13 in Provincia. All’incontro parteciperanno il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, il primo cittadino di San Martino in Rio, Oreste Zurlini, il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi. Noi saremo presenti con la stessa delegazione che ha animato la protesta venerdì».

Questo confronto diventa ancor più rilevante alla luce del silenzio della Regione sulla Cormo. «Nel frattempo, in questi giorni, non è arrivata nessuna convocazione del tavolo regionale che stavamo aspettando – prosegue Zaniboni – Per questo, l’incontro di domani è importante: se fallirà il tavolo regionale dove, l’ultima volta, ci hanno prospettato la chiusura dello stabilimento di San Martino in Rio, una soluzione che noi non accetteremo mai, la Provincia diventerà cruciale come luogo dove proseguire la trattativa. Domani argomenteremo dettagliatamente perché la soluzione riorganizzativa che ci è stata prospettata finora non è valida».

La crisi della Cormo coinvolge oltre 500 addetti se si considera che, oltre a Open.Co, nel processo di riorganizzazione è coinvolta anche la ferrarese Lavoranti Legno. E dietro a ognuno di questi 500 ci sono famiglie intere, la cui sopravvivenza è appesa a un filo sottilissimo che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro se non si trova una soluzione in grado di preservare l’occupazione.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google