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“Scorta” a Maria Sergio, proteste a Modena

“Scorta” a Maria Sergio, proteste a Modena

Il sindacato della polizia municipale esprime gli stessi dubbi dei colleghi reggiani: «Vigili non formati»

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MODENA. Il dispositivo di sicurezza predisposto per tutelare Maria Serio, moglie del sindaco di Reggio Luca Vecchi, ha provocato una reazione da parte del sindacato della polizia municipale anche a Modena, dove la donna dirige il settore urbanistica del Comune.

Il prefetto Michele Di Bari ha disposto per Maria Sergio le stesse misure adottate dal suo collega reggiano dopo la lettera inviata dal carcere dall’imputato del processo Aemilia Pasquale Brescia, interpretata come una missiva minacciosa.

A Reggio il Sulpl era insorto, sostenendo che gli agenti della polizia municipale addetti a scortare Vecchi non hanno la formazione adeguata. Una presa di posizione frutto anche di contrasti e dissidi sindacali con il vertice dei vigili e l’amministrazione. A Modena la stessa sigla sindacale, appresa la notizia della vigilanza nei confronti della moglie del sindaco, è intervenuta per esprimere lagnanze analoghe.

«Come al solito apprendiamo dalla stampa di nuovi servizi prestati e, già in essere da circa un mese - esordisce un comunicato del Sindacato della polizia muinicipale -. Il Sulpl ribadisce per l’ennesima volta con forza, se ce ne fosse ancora bisogno, che l’organizzazione del lavoro voluta da questo comandante e avallato dal sindaco, assessore, presidente, presenta notevoli punti di criticità e ricadute negative in termini di servizi e sicurezza prestati alla cittadinanza. Non è possibile che in questi giorni, da parte dei vertici politici, si sia parlato solo di spostare 4 operatori dall' orario diurno a quello notturno e contestualmente non si provveda ad informare le organizzazioni sindacali del Comune che sono in corso operazioni particolari e delicate (e pericolose) di pubblica sicurezza (ed eventualmente di polizia giudiziaria) che vedono impiegati alcuni operatori di Polizia Municipale. Questo è il grado di sensibilità della sicurezza sul lavoro che ha questa Amministrazione ?».

Il Sulpl pone poi delle domande sull’attività di scorta. Oltre a chiederne i motivi, viene sottolineato che tale tipo di servizio è di competenza di altri organi di polizia che vengono dotati di formazione, strumentazione, e ai quali vengono per altro riconosciute tutte le tutele e garanzie giuridiche necessarie. Vengono poi chieste informazioni operative dal numero di agenti impegnati, gli orari e da quali servizi per il cittadino siano distratti. «Qui non si mette in discussione la professionalità e le competenze degli agenti, ma le modalità e l'opportunità di fare svolgere un servizio che, per come appare essere svolto, non è di competenza della polizia locale».

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