«Un marchio antimafia per le imprese reggiane»
L’assessore Pratissoli chiede un maggiore impegno per rilanciare la white list Ieri incontro in Provincia per fare il punto sul Protocollo contro le infiltrazioni
REGGIO EMILIA. Incentivare l’iscrizione delle imprese edili alle “white list”, oggi viste più come un onere che come un’opportunità. Per l’assessore alla Rigenerazione urbana e del territorio del Comune di Reggio, Alex Pratissoli, queello di creare un vero e proprio marchio antimafia è un obiettivo che dovrebbe essere portato avanti da tutti gli enti locali reggiani in collaborazione con le associazioni di categoria.
Ieri mattina l’assessore ha illustrato in Provincia i dettagli del Protocollo di legalità sottoscritto a novembre fra Comune di Reggio e Prefettura per la prevenzione dei tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nei settori dell'edilizia privata e dell'urbanistica. Pratissoli ha parlato ai tecnici degli altri Comuni reggiani che adotteranno il protocollo.
La novità di questo documento consiste ad esempio nell’obbligo della comunicazione antimafia anche per permessi di costruire al di sotto dei 70 mila euro e controlli puntuali su una parte rilevante delle ristrutturazioni.
L’assessore si è soffermato sulle questioni tecniche, a partire dalla riorganizzazione che il Comune ha operato per favorire le procedure di controllo, con l’istituzione di un ufficio ad hoc.
«Un aspetto importante sul quale dobbiamo continuare a lavorare - dice Pratissoli - è quello di promuovere l’utilizzo delle white list. Al momento le imprese iscritte negli elenchi depositati in prefettura, e consultabili online, sono poche. Se vogliamo diffondere ulteriormente questo strumento dobbiamo fare in modo che imprese e cittadini ne colgano l’importanza. Per i cittadini il vantaggio consiste nell’avere la sicurezza che l’impresa che scelgono porterà a termine i lavori. Per le aziende questa certificazione semplifica le procedure che consentono di lavorare sul territorio. Per loro potrebbe essere anche un valore aggiunto, da promuovere, nel caso esistesse un vero e proprio mercato che premia sempre di più la legalità».
Come previsto dalla dichiarazione di intenti siglata il 19 novembre scorso tra il prefetto Raffaele Ruberto e il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi, Palazzo Allende intende promuovere in tutti i Comuni reggiani il Protocollo del Comune capoluogo. «Anche in questo modo intendiamo riaffermare il ruolo centrale della “nuova” Provincia, così come delineato dalla Legge di riforma del 2014, nell'azione di coordinamento e supporto tecnico ai Comuni - spiega il presidente Manghi - in questa nuova veste Palazzo Allende è già protagonista in diversi settori, a partire dalla Stazione unica appaltante alla quale hanno aderito ben 16 Comuni, 3 Unioni e 2 aziende di servizi alla persona». La Provincia si è impegnata ad assicurare ai Comuni e alle Unioni intenzionati ad adottare il Protocollo la necessaria assistenza tecnica e amministrativa. (j.d.p.)
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