Gazzetta di Reggio

Reggio

Giornalista minacciata, indagato Aleotti

di Jacopo Della Porta
Giornalista minacciata, indagato Aleotti

La Digos ha perquisito ieri mattina l’abitazione del reggiano convertito all’Islam e gli ha sequestrato lo smartphone

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REGGIO EMILIA. Luca Aleotti, il reggiano convertito all’Islam e indagato dalla Dda per terrorismo, è finito nuovamente nei guai. La procura di Reggio infatti lo ha indagato per minacce e diffamazione nei confronti della giornalista del “Resto del Carlino” Benedetta Salsi.

Il 25 febbraio era apparso su un gruppo chiuso di Facebook, “Musulmani d’Italia - Comunità”, che ha 1.500 iscritti, un commento minaccioso e diffamatorio contro la giornalista, a poche ore dalla pubblicazione di un articolo, firmato da Benedetta Salsi, nel quale si dava conto delle misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza disposte dal tribunale di Reggio, su richiesta del questore Isabella Fusiello e del pm Maria Rita Pantani, a carico di Aleotti.

Dopo il commento apparso su Facebook contro la giornalista, indicata come “islamofobica”, la procura ha aperto un’indagine per minacce gravi e diffamazione su mezzi di diffusione mediatica. Ieri mattina la Digos, su disposizione della magistratura, si è recata, per l’ennesima volta, a casa del reggiano, questa volta per effettuare una perquisizione “locale, personale ed informatica” in relazione alla pubblicazione del commento sul sociale network. Durante gli accertamenti è stato sequestrato il telefonino di Aleotti, dal quale potrebbero emergere elementi utili per questa indagine.

Il reggiano è da tempo sotto i riflettori per alcuni post che aveva pubblicato e che sono stati ritenuti meritevoli d’attenzione perché parlavano dei fatti di Parigi ed altre questioni relative alla fede islamica. Commenti che rimandano a una visione integralista dei testi sacri, più che inneggianti al terrorismo. Il fatto che il reggiano abbia scelto come foto del profilo una bandiera simile a quella dell’Isis o altri gruppi jihadisti ha contribuito ad aumentare il livello d’attenzione nei suoi confronti.

Dopo il clamore suscitato dalla notizia delle indagini Aleotti era intervenuto con una nota diffusa dal suo legale per prendere le distanze da ogni forma di terrorismo. «Sono Luca Aleotti, sono un ex pizzaiolo, di famiglia d'origine cattolica. Sono contro ogni forma di terrorismo - aveva scritto -. Ho ricevuto un'educazione cristiano-cattolica sin dal battesimo. Ho avuto un periodo in giovanissima età, nel quale ho frequentato catechismo, varie messe alla domenica cercando di capirne i contenuti. E sopratutto la mia attenzione era volta a capire la messa in opera di quanto vi leggevo. Poi la mia conversione all'Islàm. Non ho alcun legame né con l'Isis né al Qaeda. Mi dissocio completamente da chi uccide innocenti. Sono state strumentalizzate parole che ho detto su Facebook per creare un'immagine falsa di me. Confondendo bandiere nere postate dal sottoscritto con quelle adottate da vari gruppi terroristici». Una dissociazione pubblica che non ha impedito alla procura di chiedere per lui una misura di prevenzione.

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