Gazzetta di Reggio

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«Cormo, va ripresa una trattativa a livello regionale»

di Serena Arbizzi
«Cormo, va ripresa una trattativa a livello regionale»

San Martino: Vecchi, Manghi e Zurlini: «Chiesto un incontro con la Legacoop. La chiusura non può essere ineluttabile»

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SAN MARTINO IN RIO. Un nuovo presidio, questa volta sotto forma di gazebo per fare conoscere il dramma che stanno vivendo gli operai ex Cormo, un incontro a breve chiesto da sindaci e Provincia con Legacoop territoriale, e un piano di salvataggio della cooperativa che prevedeva tutti e tre gli stabilimenti, che non è mai stato svelato, ma, anzi, è stato soppiantato da quello di Serramenti core che ha tagliato fuori San Martino in Rio.

Si è parlato di tutto questo, ieri, durante il vertice che si è svolto in Provincia tra il presidente Giammaria Manghi, i sindaci di Reggio e San Martino in Rio, Luca Vecchi ed Oreste Zurlini, una delegazione di tredici fra sindacalisti Cgil Fillea e lavoratori della Open.Co, nata dalla fusione tra la Cormo e la modenese Coop Legno. L’incontro era stata richiesto dagli stessi lavoratori venerdì, durante la protesta contro Legacoop davanti al centro Malaguzzi, ed è stato fissato in tempi rapidi dai tre rappresentanti istituzionali in considerazione dell’urgenza e della delicatezza di una crisi che coinvolge oltre 500 lavoratori tra la stessa Open.co e la ferrarese Lavoranti Legno, a sua volta interessata dalla trattativa apertasi in Regione la scorsa estate con il coinvolgimento anche di Legacoop Emilia-Romagna.

Dopo aver ascoltato lavoratori e rappresentanti sindacali, il presidente Manghi e i sindaci Vecchi e Zurlini si sono impegnati a «richiedere un incontro urgente con Legacoop Emilia Ovest», prima della nuova riunione del tavolo regionale che l’assessore alle attività produttive Palma Costi dovrebbe convocare per metà marzo». «Ai vertici di Legacoop – hanno affermato il presidente della Provincia e i sindaci Vecchi e Zurlini – ribadiremo la necessità di riprendere la trattativa a livello regionale sulla base del verbale di intenti sottoscritto lo scorso 31 luglio a Bologna, che garantiva la continuità produttiva dei tre stabilimenti. Riaffermeremo inoltre, come istituzioni, che il nostro territorio non può assolutamente considerare come ineluttabile la chiusura di una serie di siti produttivi, fondamentali per la tenuta non solo economica, ma anche sociale di tanti comuni».

Soddisfatto Rudi Zaniboni di Cgil: «Anche il presidente della Provincia e i sindaci hanno ribadito che resta incomprensibile la ragione della decisione di fare cessare San Martino in Rio – spiega –. In più è venuto fuori elemento nuovo: esisteva un piano di salvataggio precedente che corrispondeva agli impegni presi. Prevedeva il salvataggio di tutti e tre gli stabilimenti, ma a noi non è mai stato reso noto. Poi sono stati nominati i vertici della Newco che dovevano risolvere i problemi, in realtà hanno predisposto un nuovo piano, costato 100mila euro, che prevede la chiusura di San Martino. Cercheremo di studiare il piano precedente – assicura – abbiamo inoltre sottolineato che operazioni di salvataggio come quelle per Orion o Coop Muratori Reggiolo hanno spostato realtà reggiane in altre province: a Reggio rimangono disoccupazione, cassa integrazione, cessazioni. La prossima iniziativa sarà a San Martino in Rio durante “Ciccioli in piasa” – conclude il sindacalista – dove i lavoratori animeranno un banchetto».

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