Gazzetta di Reggio

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IL RAPPORTO DI INTESA SANPAOLO

Distretti: meccanica e agroalimentare settori clou

REGGIO EMILIA. I distretti sono un punto di forza dell’industria italiana tanto che da 2008 a 2015 le imprese che si collocano in questi punti di aggregazione sono cresciute di quasi sei punti...

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REGGIO EMILIA. I distretti sono un punto di forza dell’industria italiana tanto che da 2008 a 2015 le imprese che si collocano in questi punti di aggregazione sono cresciute di quasi sei punti percentuali in più rispetto a quelle poste al di fuori. E’ nei distretti che si forma la nuova classe delle medie imprese capaci di crescere anche in questo periodo di crisi nel fatturato (10%) e nel numero degli addetti (5%). E’ quanto rileva l’ottavo Rapporto annuale redatto da Intesa San Paolo che prospetta anche una crescita media annua del 2,7% nel biennio 2016-17 sostenuta dalla domanda interna con espansione per i beni di investimento. Gli incrementi saranno prevedibilmente più sensibili nei distretti dell’agro-industria laddove c’è una più alta concentrazione di coltivazioni e allevamenti certificati Dop-Igp, dove c’è una notevole diversificazione dell’attività agricola (ad esempio con l‘agriturismo), ed esiste un orientamento superiore verso la produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili. Per finire con una nota anagrafica: l’età media dei capoazienda è minore rispetto alle province non distrettuali mentre è più alto il numero di diplomati e laureati con specializzazione nelle discipline agrarie. Prospettive dunque incoraggianti per una parte della economia reggiana che vanta primati nei settori enologico, del formaggio e della meccanica agricola. Le previsioni di Intesa Sanpaolo nel biennio appena iniziato parlano di una evoluzione positiva delle imprese distrettuali diffusa a tutte le principali filiere produttive. La dinamica dei consumi e il rafforzamento degli investimenti saranno agevolati dalla spinta proveniente dagli acquisti di macchinari causati dalla significativa obsolescenza del parco esistente e dal super ammortamento. La forza dei distretti reggiani (dall’agroalimentare al tessile abbigliamento, dalla meccanica alla ceramica) è infine il frutto della forza di marchi già affermati in campo internazionale oltre che del numero crescente di idee brevettate. Si avrà dunque un miglior posizionamento strategico che potrà semplificare l’operatività in contesti competitivi difficili. L’Emilia Romagna – conclude lo studio – ha fra i suoi pilastri il buon numero di riconoscimenti Dop e Igp che pongono la nostra regione al primo posto in Italia. Le certificazioni più numerose suddivise per settore riguardano la preparazione di carni (13), ortofrutticoli e cereali (12), formaggi (6). (l.v.)

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