Ndrangheta, la Calabria rinnega il boss Grande Aracri
Catanzaro, la Regione si costituisce parte civile nel processo Kyterion contro il clan cutrese
REGGIO EMILIA. La Regione Calabria si è costituita parte civile ieri nella prima udienza del processo scaturito dall’operazione Kiterion che alla fine del gennaio 2015 portò all’esecuzione di 46 ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Dda di Catanzaro.
L’inchiesta, condotta dai pm Vincenzo Capomolla e Domenico Guarascio con il coordinamento del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri, ha indagato complessivamente 52 persone rivelando gli affari delle cosche cutresi: dal business degli impianti eolici, ai villaggi turistici ma anche il tentativo di infiltrarsi nei lavori per la ricostruzione dopo il terremoto che ha colpito l’Emilia. Si tratta di un’inchiesta che insieme al processo Aemilia e all’inchiesta Pesci della Dda di Brescia, compone un quadro unitario sugli affari e le ramificazione del clan Grande Aracri.
Per sedici degli indagati in Kyterion ieri è iniziato il processo con rito ordinario in Tribunale a Crotone. Altri 30, tra cui Nicolino Grande Aracri, ritenuto il vertice della cosca, saranno processati con il rito abbreviato che inizierà oggi davanti al gup distrettuale di Catanzaro. Sempre in abbreviato ci sono nomi noti a Reggio Emilia come Alfonso Diletto di Brescello, Romolo Villirillo e Francesco Lamanna. Per i restanti 6 indati è stato disposto il non luogo a procedere.
L’udienza, dopo le fasi preliminari con l’appello degli imputati (di cui sei detenuti e tra questi due – Santo Maesano e Vito Martino – erano in videoconferenza dalle carceri di Alessandria e Sassari), è stata rinviata per difetti di notifica agli imputati Rocco Corda e Giuseppe Altilia, al prossimo 21 aprile.
Il giudice Edoardo D’ambrosio, presidente del Collegio penale, ha anche stilato un calendario di udienze fino a luglio: dopo quella del 21 aprile le udienze continueranno il 12 maggio, il 9 giugno, il 16 giugno, il 23 giugno, il 7 luglio, il 14 luglio ed il 21 luglio.
Nel corso dell’udienza si è costituita parte civile nei confronti di un imputato, Giuseppe Altilia, anche la Fondazione nazionale antiusura “Interesse uomo”. L’accusa è stata rappresentata dal sostituto procuratore della Dda, Domenico Guarascio. Aemilia, Pesci e Kyterion sono quindi le tre inchieste principali avviate dalle procure antimafia italiane che stanno mettendo alle strette il clan cutrese dei Grande Aracri.
Le Dda di Bologna, Brescia e Catanzaro lavorano in autonomia ma con relazioni via via più strette perché, alla fine delle giostra, i fatti contenuti nelle carte delle indagini sono spesso diversi ma i riferimenti e gli indagati altrettanto spesso combaciano, portando il più delle volte a Reggio Emilia, dove a breve di svolgerà il processo Aemilia.
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