Vecchi sotto «protezione» Nuova bufera politica
Grillini, Civici e sindacato all’attacco: «La quasi-scorta, una farsa già finita» La prefettura: «Procedure regolari». Il sindaco: «Basta gettare fango»
Nuove polemiche sulla scorta al sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi dopo la lettera scritta dal carcere da Pasquale Brescia (considerato affiliato alla cosca Grande Aracri) e contenente minacce all’indirizzo del primo cittadino.
«Scorta», come scritto sin dall’inizio, è termine improprio. Secondo la questura, il provvedimento disposto all’epoca dal prefetto Ruberto va qualificato come «vigilanza dinamica controllata». Non è questione di lana caprina: la scorta viene concessa sulla base di pericoli molto più consistenti e segue un iter molto più complesso.
Dicevamo delle polemiche, sorte in relazione al fatto che, da qualche giorno, Vecchi non è più comparso in pubblico accompagnato da un agente della polizia municipale, ma da solo. Dunque, le minacce che avevano indirettamente fatto scattare le misure di protezione sono ora venute meno?
La prefettura ha emesso un comunicato nel quale ricorda che all’indomani della lettera di Brescia, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica aveva «raccomandato al sindaco l’adozione di misure di cautela durante i suoi spostamenti casa-lavoro e in occasione di cerimonie o riunioni pubbliche», comportamenti suggeriti anche ai suoi familiari. Era stata poi suggerito al sindaco la sorveglianza degli accessi al Palazzo municipale, da parte dei vigili.
A queste raccomandazioni si erano aggiunte le misure di polizia vera e propria, «con modalità da non rendersi pubbliche» ma che consistono di fatto, tutt’ora, nel pattugliamento dei luoghi legati alla vita privata del primo cittadino, a partire dalla sua abitazione.
E’ la stessa prefettura che ricorda nella nota di avere suggerito a Vecchi di usare per i suoi spostamenti un’auto di servizio e di farsi accompagnare dalla polizia municipale.
«Nonostante le continue insistenze da parte nostra - dichiara Luca Falcitano, rappresentante del Sulpl, sindacato della polizia locale di Reggio - non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte del sindaco sull'attivazione del servizio di accompagnamento nei suoi confronti. A lui avevamo chiesto un incontro per poter capire i termini di questo sevizio ma finora siamo stati ricevuti dal prefetto alla presenza del questore, il 18 febbraio scorso, che ci ha ribadito che non può disporre una scorta se non in casi specifici. A quanto ci risulta il servizio dei nostri colleghi non è più attivo da una settimana circa. Un'interruzione di cui non conosciamo i motivi ma ci sembra incredibile che il nostro datore di lavoro, il sindaco Vecchi, non ci conceda un incontro per poter discutere di questa situazione. Martedì sera ci ha inviato una comunicazione ribadendo che non può essere lui a incontrare il sindacato. Noi intendiamo compiere a pieno i nostri doveri ma è necessario che vengano concertati in maniera adeguata».
All’attacco anche il Movimento 5 Stelle che in una nota parla di «una quasi scorta bufala a spese dei cittadini reggiani e della loro sicurezza» e che ieri ha depositato un esposto in Procura e alla Corte dei Conti «per verificare la legittimità dell’utilizzo degli agenti della polizia municipale per la cosiddetta quasi scorta».
Un servizio, si legge in una nota a firma Guatteri-Soragni, «già finito nel nulla dopo un mese e che non fu mai disposto dalla Prefettura». L’esposto punta a «verificare la consistenza di possibili reati di abuso d'ufficio e peculato. Alleanza Civica parla di un epilogo «tragicomico a essere buoni» e sostiene che «la prima vittima del vittimismo del Sindaco è la credibilità dell'Istituzione comunale che il Pd ha volutamente calpestato con una commedia costruita su di un presupposto infondato».
Luca Vecchi conferma i contenuti della nota prefettizia e controbatte alle opposizioni: «Ai 5 stelle, che chiacchierano di abuso d'ufficio e peculato, ho solo una cosa da dire: stiano molto sereni. In questo Comune la prima attenzione che viene posta è proprio quella di agire secondo le leggi. Il loro ennesimo esposto si rivelerà un buco nell'acqua. Ai civici che parlano ad ogni stormir di fronda consiglio la lettura del comunicato ufficiale della Prefettura: scopriranno, ahiloro, la farsa che loro stessi interpretano. Per parte mia rimango in attesa delle risultanze della denuncia presentata. Ho dato mandato al mio legale di valutare ulteriori azioni a fronte di uno stillicidio infamante e aggressivo che si protrae da troppe settimane nel quale, secondo alcuni, ogni pretesto è utile per azionare la macchina del fango».
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