I taxi rischiano di stare fuori dal centro
Il 7 marzo si riunirà la commissione per dare il via alle nuove licenze. In arrivo quote rosa e nuovi mezzi elettrici
REGGIO EMILIA. Non solo la rivoluzione della pedonalizzazione in centro, anche quella del numero di licenze per i taxi. La commissione si riunirà per la prima volta il prossimo 7 marzo. E, sul tavolo, si discuterà anche la possibilità di far entrare o meno i tassisti nella futura zona pedonale. Il numero di taxi potrebbe quasi triplicare nei prossimi quattro anni, in virtù di interventi resi possibili dal decreto Bersani sulle liberalizzazioni: dalle 36 attuali alle 100 entro il 2020, con una prima tranche di 24 in più entro quest’anno, a cui se ne aggiungerebbero 15 entro il 2018 e poi 25 entro i due anni successivi. Licenze straordinarie, come previsto dalla Bersani appunto, in attesa che venga definito il nuovo contingente a livello comunale e provinciale. Il condizionale è d’obbligo dal momento che le linee guida della prossima rivoluzione sono contenute in una proposta, presentata dall’Agenzia della Mobilità durante l’ultima riunione della commissione consiliare, e che ora dovrà essere discussa nella commissione taxi. L’ultima parola poi passerà a Comune e Provincia. Nella prima fase, però, è prevista una contrattazione partecipata sui vari nodi. Ma, di fatto, il confronto non sarà dei più facili, dal momento che la torta dovrà essere spartita con un numero a dir poco impressionante in più di auto bianche circolanti. Una cosa è chiara: sul tavolo verranno calate tutte le carte e la contrattazione riguarderà molteplici argomenti: dal numero di licenze alla quota di quelle a pagamento; dall’accesso al centro storico – ora negato ai taxi salvo deroghe che oggi non sono più concesse, e a fronte della futura installazione di diversi altri pilomat a bloccare le vie d’accesso – fino alle tariffe, che è la stessa Agenzia della mobilità a deliberare. E non è escluso finiscano per essere ritoccate.
Previsti anche il controllo satellitare dei mezzi sia per la sicurezza dei taxisti sia per una verifica sulla copertura del servizio. E poi: quote di mezzi elettrici, quote di genere e quote per i giovani. E se poco cambierà per il resto della provincia il cui fabbisogno di taxi è stimato più o meno analogo a quello attuale (oggi le licenze sono 10 distribuite tra Correggio, Guastalla, Rubiera e Scandiano e 4 restano ancora da distribuire, ed entro il 2020 si passerebbe a 12) ben diverso è il caso del noleggio con conducente (Ncc), che passerebbe su tutta la provincia dalle attuali 185 autorizzazioni (di cui solo 139 già assegnate) a 214 in una prima fase, a cui se ne aggiungerebbero 6 in una fase successiva. Le licenze saranno assegnate tramite bando, che sarà stilato dall’Agenzia, e tutte o in parte potranno essere a pagamento per una cifra che sarà stabilita in seguito a una perizia. L’obiettivo è di arrivare alla pubblicazione entro aprile.
«I dati riportati dall’Agenzia per la mobilità – commenta l’assessore Mirko Tutino – dimostrano che con l’arrivo della Mediopadana e lo sviluppo di poli come l’Università o il Malaguzzi, la necessità di taxi è cresciuta ed il numero delle attuali licenze disponibili non basta per rispondere a tutte le esigenze. Ci siamo dati un mese per completare gli atti necessari all’emissione di un bando che nei nostri obiettivi - da subito – aumenterà del 70% l’offerta».
Come ci si aspetta che reagiscano i tassisti lo chiediamo a Michele Vernaci, direttore generale dell’Agenzia della Mobilità. «Non mi aspetto entusiasmo, ma serve la consapevolezza che è necessario cambiare – dice – Del resto ne parliamo da tempo e da parte della categoria c’è sempre stata grande sensibilità. L’aumento delle licenze porterà forse un po’ meno lavoro, ma questo migliorerà senz’altro in termini qualitativi. Il carico oggi per i tassisti è pesante. Senza contare che subiamo ogni giorno, impropriamente, la concorrenza delle province limitrofe, Modena e Parma. Inoltre bisogna considerare che, secondo quanto impone il decreto Bersani, l’80% dei proventi ottenuti dalle licenze a pagamento tornerà ai tassisti sotto forma di rimborso per il lavoro perso: questo vuol dire che facendo 100 il valore stabilito per la licenza, 80 andrà ai tassisti. Parliamo di cifre considerevoli. E il restante 20% dovrà essere utilizzato per migliorare la qualità degli autoservizi pubblici non di linea: ne verranno fuori certamente qualche corsia preferenziale in più e facilitazione di transito per i taxi».
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