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«Fiocchi e il Pd, alleati segreti»

di Luca Tondelli
«Fiocchi e il Pd, alleati segreti»

Villa Minozzo: il consigliere di minoranza Coloretti dopo il passaggio della Manicardi alla maggioranza

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VILLA MINOZZO. Dopo l’ingresso in maggioranza dei consiglieri del gruppo “Villa Virtuosa” (la capogruppo Lucia Manicardi, Fabio Gigli ed Enzo Scaglioni) l’opposizione è rimasto un ruolo affidato solo a lui, a Massimiliano Coloretti, esponente di centrodestra eletto con la lista “Progetto Villa”, che intende continuare a portare avanti il suo ruolo senza scossoni, come ha fatto fin qui.

Afferma Coloretti: «Quando ti presenti alle elezioni chiedi una cambiale in bianco dall’elettorato, non per fare da cassa di risonanza delle sue istanze, ma per guidare le volontà evidenziate in fase di richiesta di consenso, convergendole in una strategia di medio-lungo periodo. Ovviamente cambiando l'ambiente, è corretta una rimodulazione delle azioni, pur nella necessità di mantenere fede alla strategia ed all'elettorato. Ora, io comprendo che nell'ambito di una “legislatura”, alcune persone possano trovare una convergenza, ma qui ci sono i tempi e i numeri che mostrano una poca congruenza: qui tutto un gruppo consiliare, tutto nella sua interezza, passa dall'opposizione alla maggioranza. Non a metà mandato, ma dopo solo un anno e mezzo ed un solo bilancio, quindi dopo appena il primo anno di amministrazione».

«A questo punto – prosegue Coloretti – la domanda è cosa avesse diviso nel 2014 il PD e alleati dal gruppo Fiocchi, se dopo appena un bilancio, peraltro approvato senza voto contrario dei "virtuosi", hanno trovato una convergenza assoluta; forse la necessità di convogliare voti del PD che altrimenti sarebbero potuti andare alla lista di destra? Un PD che tra l'altro, dopo aver appoggiato con uomini e apparato la lista della Manicardi ammette, con estremo candore, di avere il 45% dei voti ma neppure un rappresentante in consiglio: difficile da pensare, ma più facile invece ritenere che essendoci la volontà di fare scelte impopolari di razionalizzazione dei servizi, è più opportuno fingere di averle subite». Conclude quindi l’esponente di minoranza: «Probabilmente la conclusione è che nella lista del sindaco Fiocchi non c'era posto per tutti. D'altronde anche Renzi ha trovato come alleati Alfano e Verdini, per cui la politica italiana oggi è questa, una palude indefinita».

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