«Le loro emozioni, cancellate per sempre»
I ragazzi reggiani: «Non è stato solo un gesto orribile, è anche un monito per i giorni futuri»
PRAGA. Conoscere una storia come quella di Pirna, un percorso di eutanasia programmato dallo Stato per purificare la razza, spaventa e fa pensare. È inevitabile, anche perché i discorsi sulla razza e sulle diversità sono quanto mai attuali. E perché, nel “mare dell’orrore nazista”, questa parte è davvero poca nota. Per la prima volta il Viaggio della Memoria ha affrontato questo tema, con buoni riscontri: insegnanti e studenti hanno apprezzato la proposta che li ha portati a confrontarsi con una vicenda che quasi mai viene trattata a scuola, per via dei tempi compressi e della vastità del programma. Eppure, anche con l’Aktion T4 parliamo di persone: «Avevano alle spalle una vita, piena di azioni, gesti ed emozioni, e a loro volta hanno cambiato la vita dei loro amici, parenti o conoscenti. Vederli come dei malati a partire dal momento in cui diventa più difficile relazionarsi con loro è come cancellare tutto ciò che hanno creato o contribuito a creare negli anni precedenti ai traumi che hanno subito», riflettono Stefano Caiti e Samuele Fedolfi della quinta E Gobetti di Scandiano. Ed è «triste pensare che tutti noi ci lasciamo impressionare dalle azioni compiute dai nazisti soltanto perché queste sono descritte su targhette o sui libri di storia. Dovremmo capire che ciò che loro hanno fatto non va ricordato come un gesto orribile del passato, ma come una premonizione per ogni giorno della nostra vita».(adr.ar.)
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