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I droni “studiano” il castello di Canossa

I droni “studiano” il castello di Canossa

Paola Galetti, referente scientifico del progetto, ha presentato la ricerca all’incontro dei Lions

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QUATTRO CASTELLA. Droni e apparecchi di rilevamento stratigrafico verranno presto utilizzati per condurre nuovi approfondimenti sul castello di Matilde. Da settembre una equipe formata da una quindicina di ricercatori, alcuni dei quali stranieri, adotterà queste moderne tecnologie per un inedito esame di ciò che resta dell’antico maniero di Canossa e di ciò che si nasconde nel sottosuolo, con l’intento di ricostruire il borgo medievale che aveva come presumibile perno la rupe.

E’ l’interessante anticipazione emersa nell’incontro promosso dal Lions Club Canossa-Val d’Enza, che si è svolto al ristorante La Maddalena di Quattro Castella e che ha consentito di ascoltare la relazione della dottoressa Paola Galetti del Dipartimento di storia culture civiltà Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna, da lungo tempo referente scientifico del progetto “Canossa”. I rilievi con laser e scanner consentiranno di realizzare un modello tridimensionale del castello e delle murature circostanti di quello che era il probabile “stato canusino”. Qualcosa che avrebbe fatto impazzire di gioia studiosi del passato come Chierici e Campanini.

Presentata dal presidente del Lions Luciano Prampolini e dal cerimoniere Mirto Azzali, la Galetti ha ripercorso la tradizione dinastica della famiglia matildica, ha richiamato le annotazioni di Donizone, cantore della “pietra bianca” di Canossa, e le scoperte documentate lo scorso anno, nono centenario della morte della vice regina d’Italia, nei convegni svolti dalla Deputazione di Storia Patria reggiana (era presente il presidente Giuseppe Adriano Rossi) e dal Centro studi spoletino sull’alto medioevo. Il nuovo programma di indagine ha preso il via nel 2014 ed ora, esaurite le infinite formalità burocratiche (il castello è un bene demaniale), potrà finalmente decollare con i nuovi strumenti di ricerca.

Le modalità sono state anticipate, attraverso un filmato e alcune slide, dal ricercatore Federico Zoni che ha richiamato a tale proposito i risultati ottenuti nelle analisi della Pieve di Toano. Il tutto è finalizzato all’idea della creazione di un Parco Archeologico capace di comprendere, oltre a Canossa, Rossena e gli altri manieri che sono ancora visibili nelle terre matildiche.

Un traguardo che avrà bisogno del sostegno delle istituzioni e di adeguati finanziamenti ministeriali. Sì, perché le risorse disponibili in ambito locale – come hanno precisato il sindaco di Canossa Luca Bolondi e l’assessore Danilo Morini di Quattro Castella – non sono minimamente sufficienti per un progetto che merita di decollare come difesa del patrimonio culturale e risorsa di sviluppo turistico ed economico della zona. Alla serata hanno partecipato anche Federico Zoni dell’Università di Bologna e Mario Bernabei dell'associazione Andare a Canossa. (l.v.)

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