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Ispezioni in due imprese Scoperti 5 operai in nero

Ispezioni in due imprese Scoperti 5 operai in nero

Scandiano: continuano i controlli dei carabinieri e dell’ispettorato del Lavoro Multe ai titolari, che dovranno assumere i lavoratori e versare i contributi

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SCANDIANO. Più della metà dei lavoratori in nero, impiegati in varie attività senza alcun contratto e quindi nessuna tutela sanitaria né previdenziale.

E, a seguire, multe da migliaia di euro e la sospensione forzata dell’attività. Sono due casi molto simili fra loro quelli scoperti venerdì mattina nella zona ceramiche dai carabinieri del nucleo dell’ispettorato del lavoro e dal personale della Direzione provinciale del lavoro reggiana, durante una serie di ispezioni a sorpresa nel comprensorio fra Tresinaro e Secchia.

I militari e i funzionari si sono presentati nelle sedi di due piccole aziende individuali, società che operano nel campo degli spettacoli.

Due realtà dalle dimensioni ridotte, intestate rispettivamente a una donna 52enne e a un uomo 40enne.

La prima azienda ha un totale di quattro dipendenti, tre dei quali sono risultati in nero. Per la seconda i numeri scendono lievemente: tre lavoratori complessivi, di cui due fuori regola.

Queste persone, in buona parte di origine straniera, erano impiegate nelle varie mansioni e svolgevano turni “normali”.

Il tutto però in assenza di alcun contratto firmato, e venivano pagate solo in contanti.

Durante l’ispezione, sono state domandate ai titolari i documenti dei vari dipendenti ma né la 52enne né il 40enne hanno potuto fornirli per tutte le maestranze presenti.

Quando l’irregolarità è emersa, i carabinieri e i funzionari della Direzione provinciale del lavoro hanno steso i verbali per formalizzare la situazione non conforme con la legge.

La sanzione, in entrambi i casi, è molto pesante.

Le aziende individuali hanno dovuto subito interrompere le attività e dovranno pagare una multa pecuniaria da migliaia di euro – sommando le due sanzioni si superano i 10mila euro complessivi.

Dovranno poi rimanere chiuse sino alla completa regolarizzazione delle attuali situazioni.

I titolari dovranno, quindi, assumere i dipendenti sinora impiegati come manodopera clandestina, con un contratto vero e proprio, e poi saldare la multa o trovare un accordo per la rateizzazione.

Solo a quel punto potranno nuovamente riprendere a lavorare senza rischiare ulteriori denunce e ulteriori sanzioni economiche. Una mazzata pesante per le due aziende individuate durante i controlli organizzati con sempre maggior frequenza dall’Arma e dalla direzione provinciale del lavoro. (adr.ar.)

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