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Tutino: «I vandali non ci fermeranno»

Tutino: «I vandali non ci fermeranno»

Dopo i nuovi danni al dissuasore del traffico, l’assessore comunale esclude la tesi dell’incidente stradale

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REGGIO EMILIA. “Dev'essere chiaro, e perciò lo ribadiamo ancora una volta, che in via Settembrini il pericolo non è il dissuasore mobile, che è un oggetto installato a terra, fermo al livello del suolo per gran parte della giornata, preceduto da semafori che ne segnalano la salita e la discesa due volte al giorno. Erano invece un pericolo le auto che scorrevano senza limiti in via Settembrini, prima dell'installazione del dissuasore. L'impianto non è arrivato per caso e non è stato nemmeno una scelta caduta dall'alto». Così l'assessore a Infrastrutture del territorio e Beni comuni Mirko Tutino al Comitato di Bellarosa, intervenendo nel nuovo confronto pubblico, avviato a seguito dell’ennesimo danneggiamento del dissuasore automatico di via Settembrini, constatato giovedì scorso.

«Per anni, durante i precedenti mandati amministrativi - prosegue l'assessore Tutino facendo una sorta di pilomat story - i residenti di via Settembrini hanno lamentato un traffico abnorme nelle ore del mattino. Un traffico che, su una strada stretta, arrivava a 90 chilometri orari, con una media di un'auto ogni sei secondi nelle ore di punta. Quella strada, di fatto, era usata come alternativa a tangenziali, per la costruzione delle quali, per altro, si sono investiti milioni di euro. Questo quadro, questo insieme di dati è frutto di rilevamenti tecnici realizzati in diverse fasi, con metodo e puntualità scientifici. Un quadro che lo stesso Comitato, che vuole la riapertura totale della strada, aveva a sua volta riconosciuto sulla base dell'esperienza quotidiana, definendo in un suo documento via Settembrini come “un utile by pass” alle altre strade». Da qui la decisione della precedente amministrazione comunale, dopo un confronto tra le parti in causa, di chiudere la strada solo nelle ore in cui il traffico è pericoloso. «La chiusura soltanto in alcuni orari - prosegue Tutino - è da considerarsi una mediazione, ed anche sulla scelta della localizzazione e sugli orari sono stati fatti sforzi notevoli, da parte dell'ex vicesindaco Ugo Ferrari, per venire incontro alle diverse parti. E' stata quindi resa definitiva la decisione. Poi è arrivata l'Amministrazione attuale, che ha confermato le scelte di quella precedente, mantenendo comunque aperto un canale di dialogo». «Questo canale tuttavia - sottolinea l’assessore - non ha fermato i ricorsi al Tar del Comitato che chiedeva la riapertura. I ricorsi li ha vinti il Comune, che si è visto riconoscere la validità delle proprie tesi. Evidentemente però le mediazioni e le sentenze non sono bastate. Il dissuasore mobile è stato cementato (per puro caso?), le transenne posizionate durante i lavori di ripristino venivano rimosse e lanciate nei campi. E ancora oggi continuiamo ad assistere a danneggiamenti che non si può credere siano solo il frutto del caso o di errori alla guida. Ma questo Comune non si farà fermare dal vandalismo e nemmeno dalle guide spericolate, se fosse vera la tesi secondo la quale c'è chi fa la corsa a scavalcare il dissuasore, nonostante il semaforo rosso». L’assessore Tutino ricorda anche che è stato pubblicato un video, “peraltro già superato dall'ultimo aggiornamento del programma del dissuasore mobile”, con il quale si intenderebbe dimostrare che l'impianto non è sicuro, perché il semaforo che lo anticipa diventa rosso quasi contemporaneamente al movimento. Considerando la posizione dei due semafori e i loro tempi di accensione, «se fosse dunque veritiera la tesi dell'incidente - conclude l’assessore Tutino - significherebbe che il mezzo, che ha danneggiato l'impianto, o è passato con il rosso o viaggiava ad una velocità folle, tale da non riuscire a frenare in tempo».

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