Stalking e violenze: a Reggio Emilia i casi sono centinaia
I fascicoli aperti dalla procura fotografano la vastità del fenomeno. L’associazione Nondasola ha accolto 600 donne in difficoltà in un anno
REGGIO EMILIA. Stalking, maltrattamenti in famiglia e violenze sessuali. Per fare luce sul tema della violenza contro le donne è necessario comprendere quanto siano diffusi questi reati anche nella nostra provincia, nella consapevolezza che quelli denunciati fotografano solo una parte di un fenomeno molto più esteso.
La procura reggiana è impegnata ogni giorno nell’affrontare questo fenomeno. Molti casi attinenti la violenza sulle donne sono seguiti dal pm Maria Rita Pantani, che partecipa anche al Tavolo interistituzionale contro la violenza sulle donne istituito dal 2006 a Reggio.
Dal primo gennaio 2015 ai primi di marzo di quest’anno la procura di Reggio ha iscritto 129 persone nel registro degli indagati per stalking. In quattro ulteriori casi si è proceduto contro ignoti perché i persecutori non sono stati identificati.
Gli indagati per violenza sessuale, anche a danni di minori, nello stesso arco di tempo, sono stati 106, mentre 17 fascicoli sono stati aperti a carico di ignoti. Molto alti anche i dati sul reato di maltrattamento in famiglia: gli indagati sono 328, di cui un esiguo numero di donne maltrattanti.
Per fare un parziale raffronto va ricordato che nel 2014 le persone denunciate per stalking erano state 122: dunque un dato in linea con quello del 2015 e dei primi due mesi di quest’anno. Nel 2014 i casi di violenza sessuale furono 71, mentre i maltrattamenti in famiglia 203.
Il tema della violenza sulle donne non può ovviamente essere letto solo attraverso le statistiche della procura. «Anche perché alle donne tendenzialmente non piace portare le proprie vicende nelle aule di tribunale - dice l’assessora del Comune di Reggio alle Pari opportunità Natalia Maramotti -. Per questo sono importanti alcuni strumenti, come l’ammonimento della questura, introdotto per i casi di stalking. In molti casi l’ammonimento funziona e la persecuzione cessa».
Dal 1997 l’associazione Nondasola gestisce il Centro antiviolenza del Comune di Reggio. Nel corso del 2014 e fino al 30 giugno 2015 sono state 595 le donne accolte da Nondasola all'interno della struttura protetta, per lo più italiane: 375 nel 2014 e 220 nel primo semestre del 2015.
Quello che i numeri non dicono è il grande lavoro di prevenzione che nella nostra città si sta facendo da tempo. «Dal 2006 - prosegue l’assessora Maramotti - abbiamo costituito il Tavolo interistituzionale che mette insieme più soggetti, come forze dell’ordine, procura, ospedale ed altri enti. Abbiamo fatto passi in avanti. A Reggio non capiterà che una donna, recandosi in ospedale o in questura, possa percepire una qualsiasi sottovalutazione di quello che le è accaduto, come purtroppo accade altrove. Il Tavolo ha contributo alla sensibilizzazione sul fenomeno e a coordinare le azioni di prevenzione. Credo che si sia fatto molto per non lasciare le donne sole di fronte alla violenza».
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