«Vivo in una casa che rischia di crollare»
Reggio Emilia, la denuncia di un uomo che con la moglie e un figlio è andato ad abitare in via Veneri 29
REGGIO EMILIA. Ha acquistato un piccolo appartamento che da due anni languiva all’asta in tribunale. Certo, la zona era di quelle chiacchierate, e anche lo stesso immobile, una decina di piccoli appartamenti disposti su tre piani, più alcuni abusi che avevano ricavato alloggi anche nei solai, doveva indurre a più di una perplessità ma il prezzo era di quelli d’occasione: 25mila euro per una cinquantina di metri quadrati al terzo piano di via Veneri 29.
La necessità ha fatto il resto e Marco Bondavalli, con la sua compagna, nel settembre scorso si è trasferito in quella palazzina, segnata da sfratti di altri inquilini, morosità e persino teatro di un incendio, per via di un braciere acceso senza le necessarie avvertenze da uno dei condomini.
Tutti problemi che, almeno all’inizio al signor Bondavalli devono essere apparse come lo scotto da pagare per una casa acquistata a poco prezzo. Ma ora tutte queste pseudocertezze sembrano sul punto di crollare. Come la stessa casa. Che ha un problema su tutti: non è stabile dal punto di vista sismico.
«Dopo l’ultimo terremoto - spiega Bondavalli - nessuno ha messo a norma lo stabile che ora sta cedendo su più punti. In particolare, le scosse dell’ultimo sisma avevano aperto una crepa tra il pavimento del primo piano e le cantine, ma chi ha fatto i lavori ha semplicemente pavimentato sulle crepe stesse. Anche le scale interne non sono stabili e quandi si cammina lì sopra, tutt’intorno trema, come se fosse sul punto di crollare».
Invero, quando in settembre Bondavalli è entrato in quel condominio ha dovuto fare i conti anche con altri problemi: l’abbandono non casuale dell’amministratore condominiale ha portato lui stesso a caricarsi questo fardello sulle spalle: «Qualcosa - dice - sono riuscito a fare, adesso per esempio il condominio fa la raccolta differenziata».
Ma anche lui potrebbe alla fine abbandonare lasciando ad altri quella responsabilità: «Non sono più convinto di continuare ad abitare qui». Una situazione - quella denunciata dall’inquilino - che ora è certificata anche dai vigili del fuoco che, il 29 febbraio hanno compiuto un sopralluogo e hanno puntellato le zone maggiormente a rischio, inviando poi una relazione al settore “edilizia privata” del Comune.
«Ora - dice Bondavalli - aspettiamo il tecnico comunale che ci dica come comportarci e che stabilisca se la casa è agibile. Secondo me non lo è: io ho acquistato questa casa perché mi è stata data la possibilità di pagare un po’ per volta ma non sono ancora andato a rogito. D’intesa con il mio legale sto cercando di capire come muovermi».
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